No, ma parliamone


Qualcuno si ricorda la storia del maniaco?
La trovate
qui, nel caso ve la siate persa.

Beh, il giovinotto in questione non è mica sparito.
Come i funghi prataioli dopo una bella pioggia, quando il sole inizia a riscaldare il ridente ovest di Milano, il maniaco torna, mostrando tutto fiero il Walter in giro.
La buona glendora, che tanto buona non è, la prima volta lo ignora.
La seconda volta sbuffa.
La terza gli dice: "Sai che novità!"
La quarta volta perde la pazienza e passa all'azione.
Attacca bottone. "Ciao!"
Il giovine fuggì in preda al terrore.
Come se non fosse stato lui a parcheggiare la sua Alfa e a inseguire più volte con il Walter di fuori la sottoscritta.

Fase due.
Alla ricerca di pneumatici usati da montare sulla meravigliosa Lamelia che ha bucato.
Caldo torrido, ora di pranzo. Passando per una strada sterrata, sul ciglio della strada un nonnino tenerissimo, seduto su un secchio capovolto all'ombra di un albero.
Mi dice qualcosa che non capisco. Ci credo, ha un solo dente...
Dopo un po' capisco che mi vuole indicare il rottamaio.
Parcheggio e scendo.
L'adorabile nonno (io AMO i nonnini! c'è chi apprezza i bimbi, io esco pazza per i vecchietti) cerca di alzarsi in piedi per farmi vedere l'ingresso, ma gli tremano le mani e non riesce a tenersi. Si appoggia a un forcone per alzarsi in piedi, ma gli manca la forza.
Fatto sta che il MedioMan che è in me salta fuori e: "Fai attenzione nonno! Potrebbe essere pericoloso!!!" Lo agguanto e lo aiuto ad alzarsi.
Tre, due, uno... OH, ISSA! In piedi!
Pantaloni alle caviglie. Non se li era allacciati.
Morire se aveva su uno straccio di mutande.
Arrossisce, biascica qualcosa, vuole tirarseli su ma non sta in piedi...
Nonnino!!! Con gli occhi a cuoricino aiuto il nonnino a tirarli su e a mettere la cintura nei passanti, lui non ci riesce, gli tremano le manone!

Tutto questo per dire... ma tutti a me devono far vedere il Walter?

No, ma parliamone.

glendora si è espressa lunedì, 06 luglio 2009 alle 18:21
a proposito di essere donna oggi, puntini

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Delle mie madeleine personali


Ci sono luoghi, cose e persone che hanno un determinato suono, colore, odore, sapore...

La casa di mia nonna non è lei, se non c'è quella luce arancio che entra dalla finestra. L'estate non è estate, se non inizia col rombo fastidioso del Raduno dei Centauri ad Alessandria, seduta sul balcone con le gambe che penzolano infilate nella ringhiera a guardare la sfilata. Giugno sa di Calippo al Chinotto. Il mio letto non è accogliente, quando ha le lenzuola pulite; non hanno né la giusta morbidezza né il giusto odore, sanno solo di pulito, non di glendora. Il piccolo bebisitterato sa di sciampodeicartoni. Quando vedo alcune persone devo vestirmi per forza di nero. I cracker, se li mastichi tanto tempo e te li tieni in bocca, dopo un po' hanno lo stesso sapore che avevano quando eri piccolo. E via dicendo.

Oggi sono tornata a Pavia e ho rifatto in macchina quel viale che avrò percorso decine e decine di volte.
Era un viale anonimo, fino al 9 marzo 2007.
Quel famigerato giorno ci sono passata con la Freccia delle Dolomiti (la mia Opel Cosa) e una radio ha gracchiato della morte di Brad Delp, con tanto di piccolo excursus sui Boston e passaggio (incredibbile, alla radio!) di More Than A Feeling, canzone che amo e che quando sento "quella di Scrubs!" mi girano le balle.

Beh, da quel giorno (compreso oggi che invece della Freccia avevo Lamelia), ogni volta che passo dal vialone, collego l'iPuddu all'autoradio e mi ascolto More Than A Feeling. Tributo irrinunciabile, non tanto ai Boston, né, tantomeno, a Brad Delp, quanto piuttosto alla mia sindrome ossessivo-compulsiva.

glendora si è espressa venerdì, 27 febbraio 2009 alle 19:50
a proposito di missing, puntini

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Insomnia


Inizia con una mail della Programmatrice Folle. Parla di un libro che ha letto e di cui va pazza.

Primo pensiero: Eccheccazzo me ne frega?

Poi leggo la parola magica: vampiro. Presto più attenzione e scopro che si tratta di un libro che parla di una ragazzina che si innamora di un vampiro. Beh, sai che novità, ci hanno già costruito degli imperi, su sta roba. Però mi vanto di aver letto praticamente tutto l’esistente sui vampiri…

 

Passa qualche giorno, sto vagando per l’Ipercoop alla ricerca di un nano da giardino per il mio amico sosia di Giuliano dei Negramaro, che tra l’altro non ha neanche un giardino. Passo nel reparto libri e lo vedo. Lui e il suo seguito, scontati del 50%. A una donna puoi dire quello che vuoi, puoi ragionare anche tutto il giorno, ma al 50% non può resistere, è una questione genetica. Posso resistere anche a Mauro Bergamasco, ma non a qualcosa che non mi serve, se è a metà prezzo.

 

Li compro e li ammucchio in camera. La glendora-stanza è provvista di diversi glendora-mucchi, in cui solo io so trovare le cose. C’è il glendora-mucchio di spartiti, il glendora-mucchio di appunti, il glendora-mucchio di zaini, il glendora-mucchio di vestiti, il glendora-mucchio di libri letti e il glendora-mucchio di libri da leggere. In quest’ultimo mucchio restano qualche giorno.

 

Una mattina acchiappo il primo libro da leggere in autobus. La sera sono a metà. Manca poco alle 4, quando lo finisco. Il mostro si è svegliato.

 

Secondo giorno, secondo libro. In ufficio ogni ora mi premiavo con un capitolo letto in bagno di nascosto (chissà cosa hanno pensato). Verso le 5 mi rendo conto che sono a metà libro. Panico. Mi vesto di corsa, dico al capo che mi spiace molto, ma ho proprio un impegno improrogabile. Giro tre librerie, prima di trovare il terzo libro. Arrivo a casa, ceno ed esco, perché l’ho promesso. Passo la serata isterica perché voglio leggere. Torno a casa alle 3 e non smetto finché non finisco il secondo libro, dopo le 5.

 

Mi rendo conto con orrore che il quarto libro non uscirà prima di una settimana. Cerco di far durare il terzo libro più a lungo possibile, ma in due giorni è andato. Impazzisco. Rispondo male alla gente. Rileggo i miei libri preferiti per distrarmi, ma non c’è niente da fare. Sono giorni che non dormo. Rileggo tutti e tre i libri, le occhiaie fanno spavento. Maledico la Programmatrice Folle. Cerco notizie online sui libri, l’autrice, gli attori che faranno il film.

 

Finalmente l’ultimo maledetto libro esce e io corro in libreria. Quando lo finisco mi sembra di aver fatto una maratona di dieci giorni.

 

In dieci giorni la glendora cresciuta ha lasciato il posto alla glendora di sedici anni, che leggeva tutto il giorno, che la notte accendeva il pc per scrivere, che non poteva affrontare 3 fermate di autobus o una pipì intera senza un libro in mano.

 

Ieri sera è uscito il film al cinema. Non potevo andare, ma la prima sera libera che ho, la investo.

glendora si è espressa sabato, 22 novembre 2008 alle 18:49
a proposito di puntini

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...e la torta a me!


Sabato sera ho festeggiato il mio compleanno. E' stata la mia prima festa di compleanno, finora non ne avevo mai fatta una, per paranoie e cose varie. Posso dire che è stata una serata stupenda?

Prima di tutto mi sono sentita una persona importante. Voglio dire, c'erano 31 persone (32 se si aggiunge il simpatico Gino, qualcuno se lo ricorda di sicuro!), sono quasi una vip! :D
E sono stata contentissima di vedere tutte le persone che c'erano, quelli che non vedevo da mesi e quelli che vedo tutti i giorni, quelli che erano stati invitati e gli imbucati, quelli che devo sentire tutti i giorni e quelli che si fanno sentire ogni tanto. Ovvio che in questo modo molti non si conoscevano tra di loro... ma va beh, per una sera siete sopravvissuti! E mi avete fatta contenta!

E poi sembrava Natale! Tanti regali, tutti bellissimi!
Non so come avete fatto, ma non ne avete bucato uno!

Per non parlare del fatto che vi siete spazzolati le mie torte, mi avete dato molta soddisfazione!

Quindi grazie a chi c'era, a chi non ha potuto venire, a chi ha fatto finta di non ricevere l'invito, a chi ha fatto il regalo, a chi è venuto e mi ha fatto il regalo più bello, a chi mi ha lasciato il regalo al locale nel pomeriggio perché non poteva venire la sera, a chi mi ha offerto da bere, a chi non mi ha tirato le orecchie, a chi è venuto con l'emicrania, a chi è rimasto fuori dal locale fino a dopo le 3 per aspettare che la gente finisse di broccolare, a chi mi ha scarrozzata in macchina per evitare che guidassi con in corpo millemila birre, a chi è venuto nonostante abiti dall'altra parte del mondo, a chi è venuto anche se sapeva di non conoscere nessuno, a chi ha brindato, a chi mi ha scimmiato con Al mercato di Bonn, a chi l'aveva promesso e poi non si è vestito da dio, a chi mi ha regalato un post-it con le parole Me la pagherai!, a chi si è vestito di nero in mio onore, a chi sembrava Fabio De Luigi e a chi un paio di giorni prima ha fatto notte con me a preparare le torte di compleanno.

Una menzione speciale! Due persone hanno cercato di portare IBRAHIMOVIC al MIO COMPLEANNO!!!
Non ci sono riuscite, ma sono state stupende! E anche solo per aver fatto la più grande figura demmerda dopo Lucio Battisti in Fiori rosa, fiori di pesco, meritano tutta la stima del mondo.

[Ma vi immaginate la scena di sti due che vanno da Ibra, gli tirano la manica e guardandolo dal loro basso di persone medie all'alto dei suoi quasi 2 metri gli chiedono: "Vuoi venire a una festa?" Sono stati meravigliosi!!!]

glendora si è espressa mercoledì, 15 ottobre 2008 alle 01:33
a proposito di puntini

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L'ammmore


Avete presente quando avete 14 anni, vi innamorate perdutamente del Morgan dei Bluvertigo di turno (ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale) o del ragazzo delle terza E (ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti non è per niente casuale) e inizia il degenero?

A me passava completamente l'appetito (incredibile, lo so), passavo le ore trasognata, a fissare l'infinito e sospirare, esattamente come nel peggior filmaccio americano adolescenziale. Peccato che alla fine non conoscevi mai l'uomo della tua vita, era un'entità che aleggiava eterea nella tua vita, ti limitavi a sognare e sospirare (nonché soffrire come un cane).

Ma a 14 anni si può fare! A 24...
Beh, si presuppone che io sia cresciuta!

Ma arriviamo al punto.

Sono giorni, settimane che non dormo, passo ore e ore a fantasticare, mi sono fatta più film io in testa che la 20th Century Fox. Me lo sogno, tutte le notti. In tutte le maniere possibili. Senza contare la sostanziale differenza tra le fantasie di una pischella e quelle di una giovane donna. Ho attaccato poster, modificato sfondi del desktop (casa e ufficio), ritagliato articoli di giornale, letto biografie e seguito telegiornali sportivi senza sosta.

E tutto per che cosa? Per quest'uomo.

Aiutatemi!

glendora si è espressa venerdì, 10 ottobre 2008 alle 12:49
a proposito di puntini, mito vero, interismo

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Le avventure della villeggiatura


Ovvero: cose essenziali sulla vita che ho imparato in crociera, cose che nonostante io viva a Milano non avevo mai lontanamente sospettato.

 

Se hai dei vestiti kitch, orrendi, possibilmente a fiori, con paillettes e volants, ti sentirai stranamente obbligato a sfoggiarli in crociera.

E' impossibile cambiare le idee di una quasi novantenne, soprattutto se si tratta dell'assioma NEGRO=CATTIVO.

Se sei una donna single e passabile, in una crociera chiunque ci proverà con te. Chiunque.

Non puoi non abbuffarti al buffet. Credo che il nome corretto sia abbuffet.

Esistono luoghi sulla faccia della terra in cui una regola universalmente accettata è: "Se la tua sedia si sposta, aggrappati forte al tavolo".

In una stanza possono fisicamente esserci più specchi che in camerino di H&M. E sono anche molto più impietosi.

Quelle sui turchi non sono leggende!

Se su una nave da 2800 passeggeri è salita una donna traumatizzata dal terremoto di Assisi del 97, che a ogni sbandata della nave ha una crisi di panico, sarà obbligatoriamente seduta al tuo tavolo della cena.

E' possibile vedere Inter - Catania su un maxi schermo, essere l'unica donna, essere l'unica interista, vincere, esultare scompostamente ed essere comunque trattata con galanteria dai presenti.

Se sei nato e cresciuto a Milano, puoi attraversare la strada indenne in qualunque parte del mondo, Istambul compresa.

Mia nonna ci sente uguale, con o senza apparecchio acustico.

Esiste il barbecue di mezzanotte. MPS! Mai Più Senza!

La cisterna basilica di Istambul diventa la colonna basilisca o la cantina del basilico, a seconda di chi ne parla.

Per "Uccelli", Hitchcock ha preso l'ipirazione dalla spiaggia di Dubrovnik.

La Becks fa schifo comunque, ma in Croazia di più.

Non importa da quanti giorni la nave balli, qualsiasi inserviente ti ripeterà ad oltranza e con un sorriso Durbans che non è mai così, solo oggi.

glendora si è espressa sabato, 27 settembre 2008 alle 19:56
a proposito di puntini

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Ma veramente?


Mi confidava pochi giorni fa lo zio Gil di come l'iperbole sia la sua figura retorica preferita, nonché quella da lui maggiormente abusata. Copio da Wikipedia: L'iperbole (dal greco ὑπερβολή, hyperbolé, «eccesso») è una figura retorica che consiste nell'esagerazione nella descrizione della realtà tramite espressioni che l'amplifichino, per eccesso o per difetto.

Anche io ne abuso, su questo non c'è dubbio, ma non sono proprio affetta da febbre dell'iperbole. Credo di avere una forma più grave. Non mi limito ad esagerare la realtà. Me ne invento proprio dei bei pezzi. Non sono una bugiarda, ci tengo a sottolinearlo, il mio (mi si conceda la licenza poetica, benché non si tratti di poesia) è trapezismo della memoria.

A volte vivo degli episodi e mi trovo a pensare: "Devo proprio raccontarlo a Tizio, Caio e Sempronio!" E da lì la mia mente, invece di fare il percorso diritto dal casello di Fatto Accaduto a quello di Fatto Raccontato, fa un paio di soste. Si ferma prima all'autogrill del SarebbeStatoBelloSe, fa un salto alla piazzola PotevaAncheSuccedereChe, infine fa benzina alla pompa ConQuestaAggiuntaIlRaccontoVieneMeglio. Alla fine non si tratta di bugie. Sono storie belle, storie che quando le racconti alla gente piace ascoltare, una specie di favole. Piacciono a me e piacciono agli altri. Non c'è niente di male. Anche nel blog ce n'è un po'.

Ma a un certo punto i nodi vengono al pettine. Qualcuno mi conosce troppo bene, per esempio, e mi becca subito se la storia non è vera. Oppure a qualcuno la storia piace talmente tanto che se la ricorda, anche anni dopo e un bel giorno, a tradimento, nel bel mezzo di una conversazione, fa: "Come quella volta che a te è successa quella cosa là! Dai, racconta!". E morire se io mi ricordo della storia a cui si riferisce. A quel punto che faccio? Fingo di ricordarmelo proprio ora che me ne parla? O ammetto candidamente che era una storia un po' esagerata? Ci sono anche di quelle storie che mi piacciono proprio tanto e che ormai ho raccontato talmente volte che non sono più sicura se siano accadute o meno. E magari, mentre la racconto, sicurissima che sia accaduta sul serio, qualcuno mi fa: "Io c'ero, guarda che non è andata così!"

Panico. Che devo fare? Non riesco a fermarmi! Spesso vengo proprio trascinata dall'enfasi del momento, è impossibile fermarmi...

E allora facciamo così. Io non sono affezionata alla validità delle mie storie. Sono belle finché le racconti. In quel momento la cosa più importante resta la storia, il brillio negli occhi degli altri quando la storia è bella, la gioia di interessare e far passare cinque minuti di pausa mentale a me e agli altri. Una volta che la storia è finita, il fatto che non sia vera può pure venire a galla, non è più importante, la storia ha avuto la sua vita.

E allora chiedetemelo!

Quando la storia finisce, guardatemi in faccia e chiedetemelo:

"Ma veramente?"

No.

glendora si è espressa martedì, 12 agosto 2008 alle 18:51
a proposito di puntini

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Sull'essere nerd


Mi lamento sempre in generale, mi lamento in particolare dei discorsi da nerd.
In casa siamo in 4 e ben il 50% di noi è ingegnere. Queso comporta interminabili discussioni su qualunque argomento, dal più inutile al più fondamentale per la sopravvivenza della specie. La maggior parte delle volte si tratta di cagate mostruose.

Ricordo un pomeriggio intero a discutere per la caffettiera. In pratica mio fratello sostiene che la caffettiera vada messa sul fuoco al minimo, dall'inizio alla fine, e che il caffè fatto sul fuoco alto fa schifo. Ci può anche stare, posso anche crederci. Ma non venirmi a dire che se ti metto davanti due tazzine di caffè riesci a capire quale delle due contiene caffè preparato su che tipo di fuoco! Non ci credo nemmeno se lo vedo!

Una serata, invece, passata con mio padre a discutere sulla "musica antica". Il mio papone, che è dotato della flessibilità mentale di una parete in amianto temprato, ha iniziato a sostenere l'assurdità del concetto di musica antica, dei gruppi che fanno musica antica e di tutti quelli che usano questo termine, che anche se è di uso comune almeno io (in quanto sua figlia e quindi persona di cui dovrebbe andare orgoglioso) non dovrei utilizzare per niente al mondo.

Questo per fare due esempi vicini, ma ce n'è all'infinito.

Mi chiedo: qual è il confine tra l'essere un filino puntigliosi e l'essere dei nerd devastanti?
Secondo me il puntiglioso puntualizza: che il caffè è più buono se fatto a fuoco lento, che la musica antica andrebbe chiamata diversamente.
Il nerd ti ammorba all'infinito, solitamente alternando le sue affermazioni con l'esclamazione "MA NON CAPISCI LA DIFFERENZA?!?", detta con occhio strabuzzato.

Un giorno, un amico nerd (mi si perdoni l'ardire) mi spiegò cosa sono i nerd. Ovvero, in soldoni, dei fissati. Ci sono i nerd del pc, i nerd del calcio, i nerd dei fumetti e, di conseguenza, i nerd delle caffettiere e così via.

Tutto questo per arrivare alla tremenda scoperta:
SONO UNA NERD!

La terrificante verità mi è piombata addosso sabato, dopo anni che ignoravo i macroscopici indizi che la vita mi metteva davanti. Non mi ero mai insospettita, anche se leggo fumetti, non mi addormento se non faccio la settimana enigmistica o il sudoku, ascolto metal, suono musica classica, leggo tantissimi libri di cui molti fantasy, ho letto una decina di volte il signore degli anelli e ho visto interamente tutti i film almeno 20 volte. No, niente di tutto questo mi ha solleticato il cervello. Mai.

E sabato sono andata a una grigliata. Classico appuntamento di fine anno di qualsiasi corso che si rispetti, stavamo intorno a un tavolo in giardino noi studenti del corso di tedesco, l'insegnante e suo figlio con compagna.
Birra a fiumi (ovvio, che ci si doveva aspettare dal corso di tedesco?), super grigliata gentilmente preparata dal compagno argentino (chi meglio di lui?).

Ed ecco che accade l'irreparabile. Lo sventurato figlio dell'insegnante cita Mozart come il più grande compositore della storia. Non ci vedo più. Mi ergo a paladina della legge e inizio una tirata noiosissima e accalorata contro quel ragazzino impertinente e prevedibile che era Mozart fino a pochi mesi dalla morte. Ma non solo, finiti gli argomenti contro Mozart potevo forse evitare un paragone con l'immenso Bach? Ovviamente no!

Improvvisamente il mio occhio esterno si apre e mi rendo conto di quello che sta succedendo. Come da un'inquadratura un po' discosta vedo una ragazza un po' sbronza che arringa una folla di gente ancora più sbronza sui movimenti armonici delle suite di Bach per violoncello solo. Lei parla, parla, parla e non si rende conto che le altrui mascelle una dopo l'altra sbattono sonoramente sul tavolo facendo tintinnare le forchette, mentre frotte di bistecche di manzo argentino già grigliate tirano fuori i piedini e scappano a gambe levate.

Che dire... Puntini.

glendora si è espressa martedì, 01 luglio 2008 alle 18:09
a proposito di puntini

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