Io non ho una vita


Fino a ieri le mie preoccupazioni più sentite erano due:
1 - Ibra e il suo futuro all'inter.
2 - Lo scudetto.
Neanche i casini col Biondo riuscivano a competere con questi dubbi disarmanti.

Fino a ieri leggevo ossessivamente la Gazzetta e monitoravo tutti i siti di news calcistiche per leggere qualsiasi dichiarazione di Ibra, di Mourinho o chi per loro, studiavo statistiche, mi informavo su Mancini e sulla storia degli allenatori che per l'Inter hanno transitato e altre amenità simili.

Oggi è tutto diverso. Oggi è martedì.

Il martedì è il giorno peggiore.
Il lunedì sei ancora esaltato dalla partita del giorno prima, guardi le highlights delle partite su YouTube, leggi la Gazzetta, i siti pullulano di cose che ti interessano. Studi i punteggi attribuiti ai giocatori che hai schierato nel Fantacalcio, aspettando le statistiche del martedì.
Il lunedì hai ancora delle ragioni per arrivare al giorno dopo.

Il martedì è finita.
Accendi il pc, leggi le statistiche, scopri se la tua fantasquadra ha fatto schifo o meno.

E poi?
Niente di niente sui giornali. Niente notizie interessanti alla tv. Niente formazioni da schierare.
Devi aspettare.
Aspettare sabato per avere nuove dichiarazioni, nuove formazioni, nuovi infortunati che non giocheranno, nuove scoppiettanti interviste del Mister.
E l'attesa sembra infinita.

E poi ti passa la sbronza da 3-0 sul Reggina e realizzi.
Domenica non si gioca.
C'è la nazionale.

Coooooooosaaaaaaaaa???
Ma a me chemmefrega della nazionale?
Io voglio l'Inter!
Ma chi l'ha inventata sta cagata della nazionale?
Così chi non segue il calcio una volta ogni quattro anni può dire che tifa l'Italia?
Ma vi siete rincitrulliti?
Stupida stupida stupida nazionale.

E c'è di peggio.
Mi rendo conto di un'altra cosa, ancora più terribile.
A maggio finisce il campionato.
E io che faccio fino a settembre?

glendora si è espressa martedì, 24 marzo 2009 alle 13:53
a proposito di interismo

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La prima volta


Ieri sera sono andata allo stadio, con lo Zio.
Milano San Siro.
Inter vs Anorthosis Famagusta.

La mia prima volta a vedere l'Inter.
E' come dire che Mereghetti non è mai andato al cinema.

Lo Zio parcheggia con sprezzo del pericolo sulle strisce gialle dei residenti e andiamo a piedi fino alla biglietteria. Arriviamo lì che da dentro già si sente Amalaaaaaaaaa Pazza Inter Amaaaalaaaaaaaaa! Il bigliettaio mi chiede il documento per farmi il biglietto. Non ce l'ho. Cazzo.

Sorrisodabionda! Funziona sempre...

Prendo il biglietto. Il ragazzetto all'ingresso mi chiede se "glendora", il nome sul biglietto, sono io. Voglio dire di no, ma sento da dentro l'inno della Champions League. Con l'arroganza di Daitarn III e dell'energia solare sfodero di nuovo lo sfolgorante sorrisodabionda, riagguanto il biglietto e mi scaglio contro i tornelli.
Contro. Non attraverso.
Riprovo. Capisco che devo infilare il biglietto nella fessura. Lo faccio. Il tornello magicamente prende vita e mi fa passare, rassicurante come le porte delle miniere di Moria.

Corro su per le scale, con lo Zio che mi impreca dietro.
Arrivo a metà scale, con lo Zio che mi impreca di fianco.
Arrivo in cima, con lo Zio che impreca mentre mi aspetta.

E qui, l'epifania. L'illuminazione.

Esci sulle gradinate ed è tutto talmente bello che sembra finto.
Ho capito come si sentono le donne normali quando entrano nelle città dello shopping.
La gente, i seggiolini, le bandiere, il colore dell'erba, le sciarpe, i tabelloni... anche la luce è magica.

Rimango tutto il tempo a fissare estasiata tutto intorno, con la bocca aperta. E' bellissimo. Chissenefrega, se la partita ha fatto un po' schifo, è stata una signora serata!

Ah, ho anche capito perché al FantaCalcio sono una mezza sega. E' evidente che i parametri che utilizziamo io e quelli della Gazzetta non sono neanche minimamente compatibili.

TOLDO (voto gazzetta: 6,5) Voto glendora: 9. C'era sempre, anche se è stato chiamato in causa poche volte. Abbandona la porta durante il gioco per tirare il crampo di un attaccante avversario che rantola a terra (tra il disinteresse dei suoi compagni) e già che c'è gli sistema anche il calzettone.

MAICON (voto gazzetta: 8) Voto glendora: 3. Fa schifo. Gli fanno tirare tutti i corner. Non ne azzecca uno. Nel senso: non uno che non finisca fuori, dall'altra parte del campo perché nessuno riesce a raggiungerlo. Avversari compresi. Ma per favore.

CORDOBA (voto gazzetta: 6) Voto glendora: SV. Era in campo??? Sicuri???

CHIVU (voto gazzetta: 6,5) Voto glendora: 5. Sanza infamia e sanza lode.

ZANETTI (voto gazzetta: 6,5) Voto glendora: 8. Immenso. Recupera tutto. Anche i palloni già nostri, ma va beh, l'eccesso di zelo non ha mai ucciso nessuno. Solo una cosa: presentategli Ibra, magari poi capisce che giocano insieme.

CAMBIASSO (voto gazzetta: 7) Voto glendora: 8. Senza di lui muore il centrocampo. A maggior ragione se al suo posto entra BURDISSO (voto gazzetta: SV) Voto glendora: 3. A San Siro, all'uscita di Cambiasso, è stato osservato un minuto di silenzio per la morte del gioco decente a centrocampo. Ci uniamo nel triste ricordo.

STANKOVIC (voto gazzetta: 6,5) Voto glendora: SV. Come Cordoba. Era in campo??? Sicuri???

MUNTARI (voto gazzetta: 6,5) Voto glendora: 2. Gli spiegate, per favore, che gioca a calcio nell'Inter e non a rugby negli All Blacks? DRIBBLARE, non PLACCARE! Non è difficile!

MANCINI (voto gazzetta: 5,5) Voto glendora: 2. Rimane immobile tutto il tempo, i piedini sulle linea di bordo campo, di fianco alla panchina avversaria. Non gli passavano neanche la palla, non capivano se era in campo o fuori a scaldarsi. Ma in realtà era più semplice del previsto: se fosse stato intento a scaldarsi, si sarebbe mosso!

Sostituito da QUARESMA (voto gazzetta: 5,5) Voto glendora: 2. Bravo, hai rubato palla agli avversari, con un numero incredibile. Ora, santo cielo, vuoi capire che la devi passare a quegli ometti vestiti di blu e nero che stanno sull'erbetta? NON a quel simpatico ciccione del terzo anello!!!

ADRIANO (voto gazzetta: 7,5) Voto glendora: 6. Ok, ha fatto gol. Ma mi sono accorta che era in campo esattamente nel momento in cui ha fatto gol. Poi ne ho perso di nuovo le tracce.

Sostituito da CRUZ (voto gazzetta: SV) Voto glendora: 10. Per essere entrato all'82° senza sputare in faccia a Mourinho.

IBRAHIMOVIC (voto gazzetta: 6,5) Voto glendora: 9. Immenso. Non solo fa i suoi numeri, ma è diventato il papà di tutti. Sgrida chi sbaglia, incoraggia chi fa bene, chiede scusa se manca un passaggio. Ma ormai lo sappiamo, che se non fa gol alla Gazzetta fa schifo. Non importa se tiene su una squadra da solo.

MOURINHO (voto gazzetta: 6,5) Voto glendora: 5. Dice che la cosa importante è vincere, non importa con quali giocatori in campo. Allora che ne dici di tirare fuori dal campo quelle bestie coi piedi cementificati?

glendora si è espressa giovedì, 23 ottobre 2008 alle 18:23
a proposito di interismo

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L'ammmore


Avete presente quando avete 14 anni, vi innamorate perdutamente del Morgan dei Bluvertigo di turno (ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale) o del ragazzo delle terza E (ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti non è per niente casuale) e inizia il degenero?

A me passava completamente l'appetito (incredibile, lo so), passavo le ore trasognata, a fissare l'infinito e sospirare, esattamente come nel peggior filmaccio americano adolescenziale. Peccato che alla fine non conoscevi mai l'uomo della tua vita, era un'entità che aleggiava eterea nella tua vita, ti limitavi a sognare e sospirare (nonché soffrire come un cane).

Ma a 14 anni si può fare! A 24...
Beh, si presuppone che io sia cresciuta!

Ma arriviamo al punto.

Sono giorni, settimane che non dormo, passo ore e ore a fantasticare, mi sono fatta più film io in testa che la 20th Century Fox. Me lo sogno, tutte le notti. In tutte le maniere possibili. Senza contare la sostanziale differenza tra le fantasie di una pischella e quelle di una giovane donna. Ho attaccato poster, modificato sfondi del desktop (casa e ufficio), ritagliato articoli di giornale, letto biografie e seguito telegiornali sportivi senza sosta.

E tutto per che cosa? Per quest'uomo.

Aiutatemi!

glendora si è espressa venerdì, 10 ottobre 2008 alle 12:49
a proposito di puntini, mito vero, interismo

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Cuore nerazzurro


Mi imbatto in questo articolo. Beppe Severgnini, sul Corriere.

A parte la stima verso il giornalista, che, a prescindere dall'argomento trattato, ha la gran capacità di far sorridere e di interessare anche me, che notoriamente non leggo giornali.
A parte che sono interista, da sempre, e che domenica mi sono esaltata come poche altre volte, che ho fatto tardi, che sono rimasta in Duomo a urlare fino alle 3 di notte, che sono tre giorni che mi vesto di nerazzurro, nonostante la gente abbia smesso di farlo e inizi a guardarmi anche un po' storto.

Penso che essere interisti sia un modo di vivere. E' una scelta. O una presa di coscienza.

E' un dato oggettivo: gli interisti sono sfigati. Non ce n'è. Siamo sfigati, tutti, dal primo all'ultimo.
E se non siamo sfigati siamo sognatori, lontani dal mondo. Basti pensare ai nostri gentiluomini storici, come Bergomi e Facchetti, dei signori in campo, fuori posto come un maggiordomo incravattato ad un rave party. Non è sempre stato così, abbiamo avuto anche noi i nostri squali, come il mitico Lorenzi o quello che secondo me è il suo grande erede (non come gioco, come stile), Materazzi.

Questo comporta due atteggiamenti: quello dei vincitori, sempre e comunque, come i milanisti, gli juventini, i romanisti e chi più ne ha, più ne metta; e quello dei perdenti sempre e comunque, cioè noi, gli interisti. Così, quando vinciamo, chiediamo scusa. Perché non siamo al nostro posto. Perché il nostro destino è quello di ultimi dei primi e qui, in cima, non ci dovremmo essere. Quindi vinciamo in sordina, ci sentiamo un po' fuori luogo ad esultare in giro per la città e se qualcuno ci guarda male abbassiamo anche un po' lo sguardo. Ci troviamo sì ad infierire sui cugini, o sui gobbi, ma con bontà, in fin dei conti, senza cattiveria. Non siamo capaci, come hanno fatto a noi per 17 lunghi anni, di infierire sugli altri con cattiveria. Sì, lo sfottò scatta, ma sempre con un po' di remora. Sarà che ci ricordiamo fin troppo bene com'è, essere trattati comunque da perdenti, essere insultati a ogni piè sospinto.

Loro, i vincenti, dall'altra parte non sono capaci di perdere. Non si arrendono. E se la gazzetta, impietosa, da giorni scrive solo in nerazzurro, a loro non importa. E quindi lo scudetto è rubato, saltano di nuovo fuori vecchie storie, l'inter vince per i favori degli arbitri, è facile vincere se si ruba, allenatore e giocatori sono tutti drogati e così via.

E' innegabile, noi non ci sentiamo al nostro posto e loro non si sentono al loro. Non lo dico con arrabbiatura, è solo una riflessione che facevo in questi giorni, in una città che orgogliosa vede campeggiare alle finestre bandiere nerazzurre e pochi coraggiosi portano ancora addosso magliette, sciarpe e cappellini.

Mi piacerebbe che chi normalmente vince da uomo impari a perdere da uomo. E mi piacerebbe che chi di solito perde da eroe, riesca anche a vincere, da eroe. Perché quella di quest'anno è stata una corsa da eroi, checché se ne dica.

Chiedo scusa a Severgnini se prendo in prestito le sue parole per chiudere il post.

"E adesso, cosa dite? Lo scudetto del 2007 era troppo facile, lo scudetto del 2006 era troppo formale, lo scudetto del 1989 era troppo lontano. Questo, vi piace? A noi, molto."

glendora si è espressa martedì, 20 maggio 2008 alle 16:39
a proposito di spocchia, interismo

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