Che altro aggiungere?


Decisione numero uno: ovviamente perdere dieci chili.

Numero due: mettere sempre a lavare le mutande della sera prima.


Ugualmente importante, trovare un ragazzo dolce e carino con cui uscire evitando di provare attrazione romantico-morbosa per nessuno dei seguenti soggetti: alcolizzati, maniaci del lavoro, fobici dei rapporti seri, guardoni, megalomani, impotenti sentimentali o pervertiti.
E soprattutto, non fantasticare su una particolare persona che incarna tutti questi aspetti…


glendora si è espressa lunedì, 16 novembre 2009 alle 18:53
a proposito di essere donna oggi

commenti (3)



Votaglendora Votaglendora Votaglendora


Dal mio rientro dalle vacanze ho una nuova strategia.

Ebbene, IO DICO NO.

IO DICO NO a una situazione divenuta ormai insostenibile.
IO DICO NO a quelli a cui ho sbavato dietro e che tornano dopo anni.
IO DICO NO a quelli che fanno finta di guardarti negli occhi.
O mi guardi negli occhi o mi guardi le tette, ma almeno abbi il coraggio delle tue azioni.
IO DICO NO ai "saresti la donna della mia vita".
IO DICO NO in generale a tutti i modi verbali che non siano l'indicativo. Anzi, a tutti i modi verbali che non SONO l'indicativo.
IO DICO NO agli uomini senza palle.
IO DICO NO a quelli che si scandalizzano se rutti.
IO DICO NO ai maschi che ci mettono più tempo di me a decidere come vestirsi, a fare la doccia, a sistemarsi i capelli, a scegliere il locale...
IO DICO NO alle stronzate sulla sindrome mestruale, premestruale, postmestruale e cazzate varie.
IO DICO NO a quelli che fanno i preziosi.
IO DICO NO ai coglioni che quando li mandi affanculo spalancano gli occhioni in stile Candy Candy e ti chiedono perché come un'educanda.
IO DICO NO a chi dice che sei taaaaaaaanto carina.
IO DICO NO a chi mette le corna.
IO DICO NO a chi ti disprezza in pubblico e striscia in privato.
IO DICO NO a chi è gentile solo nella speranza che tu gliene dia almeno un assaggino.
IO DICO NO alla coda tra le gambe e alle richieste di perdono.
IO DICO NO sostanzialmente al 99% della popolazione maschile.

La risposta, l'unica che do da un mese a questa parte, è la stessa: Vaffanculo.
In ognuna delle discussioni precedentemente elencate, la mia risposta è sempre Vaffanculo.
Non ne ho mai detti tanti in vita mia.

Vota glendora.
Per un mondo a misura di donna isterica.

glendora si è espressa giovedì, 24 settembre 2009 alle 18:11
a proposito di essere donna oggi, spocchia

commenti (1)



Se fossi in te


Se io fossi un giovane uomo. Sulla trentina, sportivo e con degli occhi verdi che illuminano a giorno. Se io fossi sposato da poco con una ragazza, anche lei niente male. Se fossimo andati a vivere in una zona periferica di Milano. Se avessimo appena avuto una bimba stupenda, un incrocio riuscitissimo di due razze diverse. Se oltre a essere strafigo, io fossi anche un padre perfetto, che adora passare i pomeriggi al parco col passeggino.
Insomma, se io fossi uguale a Jude Law e, uscendo col passeggino per portare al parco la mia meravigliosa figlia, incontrassi me stessa... beh... io eviterei di fare sorrisi smaglianti e occhiolini.
Così. Per sicurezza. Non si può mai sapere.

glendora si è espressa sabato, 12 settembre 2009 alle 16:28
a proposito di essere donna oggi, spocchia

commenti (2)



Incongruenze


No, perché mi dicono sempre che assomiglio a delle gnocche paurose. Tipo Angelina Jolie. Tipo Adriana Lima. O Eva Henger (questa l'ha detta la mia tenerissima mamma...). E Megan Gale. Anna Falchi. Mena Suvari. Elenoire Casalegno. La tipa dark di NCIS. Ilary Blasi. L'ultima è Megan Fox (da parte del miopissimo Zio Gil). Insomma, qualunque gnocca con gli occhi chiari.

E io dico. Ma il fidanzato della gnocca, cosa regala alla gnocca? Qualcosa tipo orsetti, secondo me. Gattini di peluche che abbracciano cuoricioni rossi con scritto AI LOV IU. Topolini Diddle con florilegio di cuoricini.
Chessò, tenerissime foto di bambini che si danno i bacetti.

Questo alle gnocche sopracitate.

Io, invece, in preda alle pulizie di primavera, mi ritrovo ad aprire il Cassetto degli Orrori (dicesi CdO il cassetto in cui glendora caccia dentro tutti i fantastici oggettini regalati dagli ex fidanzati perché si sente in colpa a buttarli). E studiando quell'accozzaglia di roba proveniente dalle persone più disparate del globo, c'è qualcosa in comune.
Rane.
E mucche.

Cioè, voglio dire, ma Bredpìt secondo me non ha mica regalato una mucca di peluche, ad Angelinagiolì. O una rana che gracchia se le schiacci la pancia, che sembra quasi una scorreggia di nascosto.

Voglio dire.
Eccheccazzo.

glendora si è espressa martedì, 14 luglio 2009 alle 19:43
a proposito di essere donna oggi, spocchia

commenti (4)



No, ma parliamone


Qualcuno si ricorda la storia del maniaco?
La trovate
qui, nel caso ve la siate persa.

Beh, il giovinotto in questione non è mica sparito.
Come i funghi prataioli dopo una bella pioggia, quando il sole inizia a riscaldare il ridente ovest di Milano, il maniaco torna, mostrando tutto fiero il Walter in giro.
La buona glendora, che tanto buona non è, la prima volta lo ignora.
La seconda volta sbuffa.
La terza gli dice: "Sai che novità!"
La quarta volta perde la pazienza e passa all'azione.
Attacca bottone. "Ciao!"
Il giovine fuggì in preda al terrore.
Come se non fosse stato lui a parcheggiare la sua Alfa e a inseguire più volte con il Walter di fuori la sottoscritta.

Fase due.
Alla ricerca di pneumatici usati da montare sulla meravigliosa Lamelia che ha bucato.
Caldo torrido, ora di pranzo. Passando per una strada sterrata, sul ciglio della strada un nonnino tenerissimo, seduto su un secchio capovolto all'ombra di un albero.
Mi dice qualcosa che non capisco. Ci credo, ha un solo dente...
Dopo un po' capisco che mi vuole indicare il rottamaio.
Parcheggio e scendo.
L'adorabile nonno (io AMO i nonnini! c'è chi apprezza i bimbi, io esco pazza per i vecchietti) cerca di alzarsi in piedi per farmi vedere l'ingresso, ma gli tremano le mani e non riesce a tenersi. Si appoggia a un forcone per alzarsi in piedi, ma gli manca la forza.
Fatto sta che il MedioMan che è in me salta fuori e: "Fai attenzione nonno! Potrebbe essere pericoloso!!!" Lo agguanto e lo aiuto ad alzarsi.
Tre, due, uno... OH, ISSA! In piedi!
Pantaloni alle caviglie. Non se li era allacciati.
Morire se aveva su uno straccio di mutande.
Arrossisce, biascica qualcosa, vuole tirarseli su ma non sta in piedi...
Nonnino!!! Con gli occhi a cuoricino aiuto il nonnino a tirarli su e a mettere la cintura nei passanti, lui non ci riesce, gli tremano le manone!

Tutto questo per dire... ma tutti a me devono far vedere il Walter?

No, ma parliamone.

glendora si è espressa lunedì, 06 luglio 2009 alle 18:21
a proposito di essere donna oggi, puntini

commenti



Vita vissuta


BelBiondino: Ciao!
glendora: Ciao...
BelBiondino: Wow, che occhi!
glendora: Grazie...
BelBiondino: Chissà quanti te l'hanno già detto!
glendora: Eh, già...
BelBiondino: In effetti... Con quegli occhi, chissà quanti ne hai fatti cadere ai tuoi piedi!
glendora: Un sacco!
BelBiondino: Davvero?
glendora: Sì. Poi li faccio scappare col mio caratterino.
BelBiondino: ...

glendora si è espressa domenica, 31 maggio 2009 alle 17:42
a proposito di essere donna oggi

commenti (1)



Ten


Per cause indipendenti dalla mia volontà, sono dimagrita di dieci chili.
Ci tengo a sottolineare che non dipende da me, sono contraria alle diete (per quanto riguarda me; gli altri facciano un po' quello che credono, basta che non mi rompano le palle che devono per forza mangiare sei foglie di gerbera rampicante dell'Illinois e robe malate del genere).
Mi sono cuccata 2 settimane di un'influenza che mi faceva vomitare tutto quello che mangiavo. Poi mi si sono infilati, uno alla volta, due denti del giudizio nell'osso della mandibola.
Un mese abbondante di digiuno forzato. Un lungo tempo in cui ho avuto occasione di riflettere.
Quindi, per la mia e vostra soddisfazione personale, ecco i dieci momenti di gioia del dimagrimento.

1. Calano le tette. Non ce n'è, una taglia se n'è andata. Osservato il rispettoso minuto di silenzio, parte la caccia ai reggiseno del liceo, naturalmente osceni. CONTRO.
2. Passo ufficialmente dalla categoria Sovrappeso Avanzato alla categoria Leggero Sovrappeso. PRO.
3. Diminuisce il numero di immigrati che mi fermano per strada (non è razzismo, è un dato oggettivo, agli immigrati piacciono le culone). PRO.
4. Aumenta il numero di italiani che mi fermano per strada (non è razzismo, è un dato oggettivo, agli italiani non piacciono le culone). CONTRO.
5. Non mi va più bene neanche un paio di jeans, senza cintura mi cascano, con la cintura fanno le borse tipo patello dei poppanti. CONTRO.
6. Devo fare acquisti di vestiario. E io ODIO fare shopping. CONTRO.
7. Nessuno si è accorto che ho perso dieci chili. CONTRO.
8. In realtà qualcuno se n'è accorto. Mia madre. Nonostante io sia passata da balenottera azzurra a orca semplice, mia madre ha deciso che sono anoressica, mi fa pubblicità sui disturbi dell'alimentazione, spignatta senza sosta e continua a chiedermi quanto peso (mai chiedere a un ciccione quanto pesa), se ho mangiato, cosa ho mangiato, quando mangerò la prossima volta. CONTRO.
9. Sono più figa. PRO.
10. Sono molle come un fico, non ho l'energia di fare niente. CONTRO.

Tirando le somme:
3 PRO. 7 CONTRO.
Dimagrire è una merda. Mangiare è fico.

glendora si è espressa mercoledì, 15 aprile 2009 alle 18:25
a proposito di delirio, essere donna oggi

commenti (1)



Riportando tutto a casa


Martedì notte, ritorno a casa da Vergate sul Membro.
Monto su Lamelia e guido piano, perché ho troppo sonno.
Prendo la Vigevanese. Quando ho sonno non prendo la tangenziale, bisogna essere troppo reattivi, preferisco passare da dentro Milano.
Terzo semaforo, mi si affianca una Toyota Corolla.
Colpettino di clacson, mi volto, due tizi mai visti prima, che salutano. Boh. Li ignoro, aspetto il verde e riparto.

Come sempre ho la musica a palla e canto a squarciagola.
La strada è tutta dritta, mi faccio tutta la Vigevanese, poi giro e vado dritto fino a casa, sono 15 minuti se vai veloce e non c'è traffico, una ventina se la prendi con comodo.

Sono quasi arrivata, quando mi accorgo che ho dietro la Corolla.

Mmm... Strano. Nel senso, quante persone di martedì notte verso le 3 devono andare da Vergate sul Membro (che altro non è se non un paesino di ottomila anime dal nome fittizio) allo stesso quartiere di Milano? Per di più facendo la stessa identica strada... Mmm... Bizzarro.

Sarà che ho visto troppo Tenente Colombo, ma la cosa puzza, quindi viro in una via a caso e vado verso San Siro. La Corolla è sempre dietro. Mmm...

Faccio l'ultima prova. Giro verso fuori, verso la tangenziale. Se girano anche loro, allora è ufficiale, mi stanno seguendo.
Girano.
Cazzo.

Faccio un veloce check della situazione:
Ho più di metà del serbatoio, quindi ragionevolmente ho più benzina di loro (date le dimenisioni della mia macchina). Uno a zero per me.
Frugo in borsa e mi metto il cellulare a fianco, così in caso chiamo la polizia. Due a zero per me.
Loro hanno una Toyota Corolla. Io ho Lamelia. Che sarà anche una vecchia signora di tredici anni, ma resta una BMW serie 5. Tre a zero per me.
Loro avranno più di trent'anni, quindi ragionevolmente molta più esperienza al volante di me, che ho la patente da quattro anni. Restiamo comunque tre a uno per me.
Sono fiduciosa.

Vado verso fuori Milano, saranno cinque chilometri per arrivare alla tangenziale (tanto più sveglia di così si muore). Inizio a pigiare sull'acceleratore, la Corolla è ancora dietro.
Imbocco la tangenziale in direzione Vergate sul Membro, così, solo per togliermi ogni ragionevole dubbio sui due individui, che ormai mi stanno palesemente seguendo.

Mi appello alla resistenza del mio paraurti, aggrappato alla carrozzeria solo con uno spesso strato di scotch, spero che si tenga forte, perché io non mi fermo.

Inizio a pigiare sull'acceleratore. Ci metto due uscite a staccarli di qualche centinaio di metri, sono di nuovo a Vergate. Imbocco lo svincolo a una velocità da ritiro della patente, dell'auto e della carta d'identità, con divieto di guidare anche i tricicli per il resto della mia esistenza.
Faccio tutto il giro e riprendo la tangenziale in direzione opposta. Li vedo, mentre giro, che hanno preso la mia uscita. Ma non mi hanno vista rientrare. Saranno ancora a Vergate?

glendora si è espressa giovedì, 02 aprile 2009 alle 11:27
a proposito di essere donna oggi

commenti (1)



Coppiette


Io ODIO le coppiette.
Non le coppie, che è ben diverso. Ci sono delle coppie fantastiche.

Le coppiette.
Due cretini che si incontrano e decidono di essere cretini insieme.
E' esattamente la storia delle mezze mele.
Sei una mezza mela, trovi un'altra mezza mela e cerchi di fare una mela intera.
Ora sotituiamo "mela" con "cervello".

Primo sintomo della coppietta: parlano al plurale.
Mai sentito niente di più cretino.
Incontro MezzaTizia con MezzoTizio a una festa.
Glendora a MezzaTizia: "Vuoi un pezzo di pizza?"
MezzaTizia a Glendora: "No, grazie, non ci piace"
Oppure:
Glendora a MezzoTizio: "Vieni a bere una birra stasera?"
MezzoTizio a Glendora: "No, siamo stanchi"
Non CI piace??? SIAMO stanchi??? Ma ce la fai? Cos'hai, tre personalità? Oppure il tuo mezzo cervello senza l'altro mezzo cervello non funziona? Posso capire comunione di ideali, di valori, di sentimenti, di progetti... ma anche le condizioni fisiche si sono sicronizzate?

Secondo sintomo della coppietta: sono sempre entusiasti.
Che poi mi chiedo che cazzo avranno da essere tanto entusiasti.
Li vedi con gli occhi a cuore che raccontano di aver scartavetrato la carena del Titanic in apnea, che hanno passato la giornata a scegliere il servizio di piatti, che hanno fatto il giro dei parenti ultracentenari, che ieri sera si sono sciroppati il reality show di turno o che stanno imparando la danza del serpente con un videocorso di quarantanove fascicoli. E sono entusiasti.
Voglio dire, anche un decerebrato si romperebbe i coglioni.
Loro no.

Terzo sintomo della coppietta: ti amano e ti odiano.
Non lo sanno neanche loro.
Da un lato ti guardano con compassione, tu, poverina, che non vivi in completa dipendenza da una qualunque dolce metà, che non capisci le gioie di grattare tutti i vetri di casa mentre il tuo adorato raccoglie la monnezza per portarla giù, tu che non passi le tue serate in casa, sul divano, sotto il piumone dell'ammmore a guardare Affari Tuoi, tu che non vai a letto alle 9, tu che quando chiedi qual è l'ultima volta che sono andati al cinema vieni fissata con commiserazione. Perché non capisci.
Dall'altro lato, invece, ti invidiano. Perché stasera esci. Come ieri. Come domani. Perché vedi gli amici e conosci gente nuova. Perché le persone nuove che conosci non saranno per forza il collega di lavoro con la moglie. Perché non sei entusiasta per partito preso e se qualcosa ti fa cagare puoi dirlo senza ferire sentimenti e aspettative.
Perché parlo al singolare, sostanzialmente.

glendora si è espressa mercoledì, 25 marzo 2009 alle 12:18
a proposito di essere donna oggi, spocchia

commenti (2)



Essere donna single oggi - Parte seconda


Esiste una linea sottile, che non ti accorgi di superare, che non si vede a occhio nudo, ma si percepisce.
E' una linea nettissima, che vedi solo dopo averla superata, mai quando si avvicina a tutto gas.
E i primi ad accorgersene sono sempre quelli che ti stanno intorno, non tu.

Si tratta della Famigerata Linea, ovvero la linea che separa due universi, quello delle single e quello delle zitelle. A prima vista sembrano la stessa cosa, ma ci passa un baratro in mezzo.
La differenza sostanzialmente non sta in come tu ti percepisci, ma in come ti vedono gli altri.
Ovvero, con o senza speranza. Non importa speranza di cosa (fidanzarsi, sposarsi, avere figli...): speranza e basta.

Finché sei single, gli altri pensano che tu abbia speranze.
Quindi ti presentano svariati personaggi del sesso opposto, col ghigno malefico di chi è riuscito a sistemarti, felici come delle pasque, ridacchiando alla Mister Burns.
Tralasciamo il genere di personaggio che ti viene propinato, questo è un altro discorso, limitiamoci a chiederci cosa pensano di noi, quando ci portano certi esemplari...
Generalmente ti chiedono come va, con chi ti vedi in quel periodo, se ti piacerebbe conoscere il tal amico, eccetera.

Quando passi (tuo malgrado) la Famigerata Linea, l'atteggiamento degli altri cambia.
Cercano di non etichettarti, in quanto loro amica, come zitella senza speranza, ma diciamo che non credo che il Premio Oscar quest'anno lo daranno a loro.
Innanzitutto non ti chiedono più con chi ti vedi. Danno per scontato che, sempre che tu veda qualcuno, comunque vadano le cose finirà male.
Poi non ti presentano più nessuno. Non che questa sia poi una gran tragedia.
E soprattutto, peggio del peggio, se ne escono con frasi struggenti da Piccole Donne.
Settimana scorsa, un amico mi ha guardata con aria amorevole e mi ha detto, affettuosissimo: "Stai tranquilla, anche tu un giorno troverai quello giusto per te!"
Un'altra amica mi ha ringraziata: "Se non ci fossi tu mi sentirei così strana!"

La cosa che mi fa più paura, però, è il cambio di tempo verbale.
La glendora-mamma, ultimamente, è passata dall'orribile "Mi piacerebbe tanto avere dei nipotini!" (che già fa impressione di per sé) all'ancora più terrificante: "Mi sarebbe piaciuto diventare nonna..."
E' incredibile come un verbo possa farti sentire un essere abnorme.

Detto questo, io non è che mi ci senta proprio male, da zitella, ma se ognuno si facesse un bel tegamino di cazzi suoi...

glendora si è espressa lunedì, 03 novembre 2008 alle 17:57
a proposito di essere donna oggi

commenti (1)