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Quando esci la mattina che hai appena lavato la faccia e l'aria gelida ti fa ghiacciare l'acquetta che è rimasta nelle orecchie. Il reggiseno che si slaccia, che sei in mezzo alla gente e non puoi metterlo a posto. Quelli che ti si mettono dietro tipo gufo a vedere quello che stai facendo. Quelli che fanno sorrisi falsi e si fanno beccare. Il gattino Virgola. Quando hai le unghie lunghe, una si rompe e devi tagliarle tutte. Quando ti scopri di notte e ti svegli ghiacciato. Perdere l'autobus. Aspettare l'autobus dopo. Trovare l'autobus dopo stracolmo. Rendermi conto a fine giornata di avere uno spinacio tra i denti.
- et Amo -
Quando a primavera esci sul balcone e fa più caldo che in casa. I capelli sulla schiena. Guidare a caso finché non mi perdo sul serio. Gli abbracci avvolgenti. Johann Sebastian Bach. Gli uomini con un po' di pancetta pelosa. Le risate a mille decibel, che si voltano tutti. La musica. Come ti senti addosso i vestiti dopo la piscina. Nuotare. Leggere. Cantare in macchina (com'è possibile che in macchina da sola sono intonata?). Suonare. Le tabelle di Excel. Giocare con la pellaccia del gomito. Piangere per le canzoni, i libri, i film... L'odore di benzina. Zlatan Ibrahimovic.
- Ma quête -
Rêver un impossible rêve
Porter le chagrin des départs
Brûler d'une possible fièvre
Partir où personne ne part
Aimer jusqu'à la déchirure
Aimer, même trop, même mal,
Tenter, sans force et sans armure,
D'atteindre l'inaccessible étoile
Telle est ma quête,
Suivre l'étoile
Peu m'importent mes chances
Peu m'importe le temps
Ou ma désespérance
Et puis lutter toujours
Sans questions ni repos
Se damner
Pour l'or d'un mot d'amour
Je ne sais si je serai ce héros
Mais mon coeur serait tranquille
Et les villes
s'éclabousseraient de bleu
Parce qu'un malheureux
Brûle encore,
bien qu'ayant tout brûlé
Brûle encore,
même trop, même mal
Pour atteindre à s'en écarteler
Pour atteindre l'inaccessible étoile.
- Jacques Brel -
- Quanta bella gente! -
*loading*
- I bottonciuini -
- Credits -
Questo template l'ho fatto io.
E' il mio primo template, quindi mi sono basata su quello che ho imparato da due anime pie che hanno condiviso la loro bravura:
© Gloriapuffo © Calliope
Sono seduta.
Non vedo molto bene perché porto degli occhiali da sole, ma davanti a me c'è un pubblico.
Devo essere su un palco.
E' tutto buio, soltanto su di me c'è un occhio di bue, che mi illumina.
Dal buio, improvvisamente, arriva il suono di un basso, una chitarra e una big band.
Conosco questa canzone.
Ed ecco che un faro illumina le quinte dal lato del palco opposto al mio.
E le vedo. Tre negrone gigantesche, vestite tutte uguali, con delle tette giganti e una pettinatura anni 50.
Camminano verso di me, di lato, come i granchi, con le mani a pinguino, sculettando, ancheggiando e facendo balonzolare le tette.
Le guardo meglio. Non sono donne di colore. Sono il Nano (detto anche mio fratello), la Vecchia Scrofa (detta anche Birdack) e Justin Timberlake (detto anche Giustino Lago di Legname), con la faccia dipinta di nero, le tette finte e la parrucca. Ancheggiano.
Sono veramente ridicoli, ma devo rimanere seria, sono su un palco...
Iniziano a cantare intorno a un microfono.
Ora riconosco la canzone.
Hit the road, Jack!
Cazzo, sono Ray Charles!
glendora si è espressa mercoledì, 20 maggio 2009 alle 18:30
a proposito di delirio