
Ci sono infinite cose che io non so fare. Una delle tante è mantenere una relazione per più di tre settimane. Di solito anche meno. Ma non è colpa mia! Lo assicuro!
Parliamo degli uomini con cui ho a che fare. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta dell'Uomo Medio.
Schema Medio di rapporto con l'Uomo Medio:
Ci conosciamo.
Mi chiede di uscire.
Dico di no.
Me lo richiede.
Dico di no.
Lo chiede ancora.
Cedo.
Usciamo.
Bellissima serata.
Usciamo di nuovo.
Mi rompe le palle.
Perchéééééééééééé!!!
Cosa ti ho fatto di male?
Sono una persona senza filtro, così come mi vedi, io sono.
Cosa ti fa pensare che tutte quelle cose che ti hanno piacevolmente colpito quando ci siamo conosciuti, all'improvviso, quando tu ti stancherai di vederle, spariranno?
Perché mai, caro Uomo Medio (se sai che la donna della tua vita è dolce, carina, silenziosa e sorridente, vive per te e non ha altra vita all'infuori di te), vuoi uscire con una che rutta, beve, la mattina è intrattabile, è abbondante (di fisico e di carattere), fa battute, rompe le palle, ti prende per il culo, non è mai libera ed è incasinata peggio dell'agenda del premier?
Adoro quelli che verso la seconda o terza volta che ci incontriamo iniziano a dire: dovresti rinunciare a un po' di impegni, ci vediamo troppo poco, perché non ti vesti un po' più elegante, dovresti bere di meno, dovresti dimagrire un po', dovresti dire meno parolacce, ma perché mi prendi in giro, come mai non sei dolce e carina, maccome, non ti piacciono i fiori, devi proprio uscire tutte queste sere coi tuoi amici, non potresti paccarli per uscire con me, li vedi più di me!
Ma i migliori sono quelli che, una volta che gli hai risposto che non hanno nessun diritto di dirti cosa devi o non devi fare, ti rispondono, con gli occhioni spalancati e l'aria da angioletto appena disceso dalle stelle un po' offeso dalle tue maligne insinuazioni: "Ma io lo dico per il tuo bene!!!"
Ma vaffancuore, te e il mio bene, ma chi cazzo sei?
Quindi, carissimo Uomo Medio, fammi un sacrosanto piacere: ti piacciono le bamboline belline, alla moda, dolci, perfette anche appena sveglie, astemie e che te la danno dopo 5 minuti che le conosci? BENE! CHIEDI A LORO DI USCIRE!!! NON ROMPERE LE PALLE A ME!!!
Oppure, carissimo Uomo Medio: ti piacciono le donne di carattere, a loro modo intrattabili, che non hanno niente a che vedere con un soprammobile, che ti faranno sudare sangue per il resto dei tuoi giorni, ma che saranno SEMPRE sincere, spontanee, schiette, con cui puoi vedere una partita di calcio e bere birra? Allora fai così: chiedimi di uscire, invece di fidanzarti con una stupida velina per poi venire a dirmi che è una vita d'inferno, che non sei felice, ma se mi avessi incontrata prima, ah sì, che sarebbe stato fantastico.
Fanculo tutti.
Ieri sera sono andata allo stadio, con lo Zio.
Milano San Siro.
Inter vs Anorthosis Famagusta.
La mia prima volta a vedere l'Inter.
E' come dire che Mereghetti non è mai andato al cinema.
Lo Zio parcheggia con sprezzo del pericolo sulle strisce gialle dei residenti e andiamo a piedi fino alla biglietteria. Arriviamo lì che da dentro già si sente Amalaaaaaaaaa Pazza Inter Amaaaalaaaaaaaaa! Il bigliettaio mi chiede il documento per farmi il biglietto. Non ce l'ho. Cazzo.
Sorrisodabionda! Funziona sempre...
Prendo il biglietto. Il ragazzetto all'ingresso mi chiede se "glendora", il nome sul biglietto, sono io. Voglio dire di no, ma sento da dentro l'inno della Champions League. Con l'arroganza di Daitarn III e dell'energia solare sfodero di nuovo lo sfolgorante sorrisodabionda, riagguanto il biglietto e mi scaglio contro i tornelli.
Contro. Non attraverso.
Riprovo. Capisco che devo infilare il biglietto nella fessura. Lo faccio. Il tornello magicamente prende vita e mi fa passare, rassicurante come le porte delle miniere di Moria.
Corro su per le scale, con lo Zio che mi impreca dietro.
Arrivo a metà scale, con lo Zio che mi impreca di fianco.
Arrivo in cima, con lo Zio che impreca mentre mi aspetta.
E qui, l'epifania. L'illuminazione.
Esci sulle gradinate ed è tutto talmente bello che sembra finto.
Ho capito come si sentono le donne normali quando entrano nelle città dello shopping.
La gente, i seggiolini, le bandiere, il colore dell'erba, le sciarpe, i tabelloni... anche la luce è magica.
Rimango tutto il tempo a fissare estasiata tutto intorno, con la bocca aperta. E' bellissimo. Chissenefrega, se la partita ha fatto un po' schifo, è stata una signora serata!
Ah, ho anche capito perché al FantaCalcio sono una mezza sega. E' evidente che i parametri che utilizziamo io e quelli della Gazzetta non sono neanche minimamente compatibili.
TOLDO (voto gazzetta: 6,5) Voto glendora: 9. C'era sempre, anche se è stato chiamato in causa poche volte. Abbandona la porta durante il gioco per tirare il crampo di un attaccante avversario che rantola a terra (tra il disinteresse dei suoi compagni) e già che c'è gli sistema anche il calzettone.
MAICON (voto gazzetta: 8) Voto glendora: 3. Fa schifo. Gli fanno tirare tutti i corner. Non ne azzecca uno. Nel senso: non uno che non finisca fuori, dall'altra parte del campo perché nessuno riesce a raggiungerlo. Avversari compresi. Ma per favore.
CORDOBA (voto gazzetta: 6) Voto glendora: SV. Era in campo??? Sicuri???
CHIVU (voto gazzetta: 6,5) Voto glendora: 5. Sanza infamia e sanza lode.
ZANETTI (voto gazzetta: 6,5) Voto glendora: 8. Immenso. Recupera tutto. Anche i palloni già nostri, ma va beh, l'eccesso di zelo non ha mai ucciso nessuno. Solo una cosa: presentategli Ibra, magari poi capisce che giocano insieme.
CAMBIASSO (voto gazzetta: 7) Voto glendora: 8. Senza di lui muore il centrocampo. A maggior ragione se al suo posto entra BURDISSO (voto gazzetta: SV) Voto glendora: 3. A San Siro, all'uscita di Cambiasso, è stato osservato un minuto di silenzio per la morte del gioco decente a centrocampo. Ci uniamo nel triste ricordo.
STANKOVIC (voto gazzetta: 6,5) Voto glendora: SV. Come Cordoba. Era in campo??? Sicuri???
MUNTARI (voto gazzetta: 6,5) Voto glendora: 2. Gli spiegate, per favore, che gioca a calcio nell'Inter e non a rugby negli All Blacks? DRIBBLARE, non PLACCARE! Non è difficile!
MANCINI (voto gazzetta: 5,5) Voto glendora: 2. Rimane immobile tutto il tempo, i piedini sulle linea di bordo campo, di fianco alla panchina avversaria. Non gli passavano neanche la palla, non capivano se era in campo o fuori a scaldarsi. Ma in realtà era più semplice del previsto: se fosse stato intento a scaldarsi, si sarebbe mosso!
Sostituito da QUARESMA (voto gazzetta: 5,5) Voto glendora: 2. Bravo, hai rubato palla agli avversari, con un numero incredibile. Ora, santo cielo, vuoi capire che la devi passare a quegli ometti vestiti di blu e nero che stanno sull'erbetta? NON a quel simpatico ciccione del terzo anello!!!
ADRIANO (voto gazzetta: 7,5) Voto glendora: 6. Ok, ha fatto gol. Ma mi sono accorta che era in campo esattamente nel momento in cui ha fatto gol. Poi ne ho perso di nuovo le tracce.
Sostituito da CRUZ (voto gazzetta: SV) Voto glendora: 10. Per essere entrato all'82° senza sputare in faccia a Mourinho.
IBRAHIMOVIC (voto gazzetta: 6,5) Voto glendora: 9. Immenso. Non solo fa i suoi numeri, ma è diventato il papà di tutti. Sgrida chi sbaglia, incoraggia chi fa bene, chiede scusa se manca un passaggio. Ma ormai lo sappiamo, che se non fa gol alla Gazzetta fa schifo. Non importa se tiene su una squadra da solo.
MOURINHO (voto gazzetta: 6,5) Voto glendora: 5. Dice che la cosa importante è vincere, non importa con quali giocatori in campo. Allora che ne dici di tirare fuori dal campo quelle bestie coi piedi cementificati?
Sabato sera ho festeggiato il mio compleanno. E' stata la mia prima festa di compleanno, finora non ne avevo mai fatta una, per paranoie e cose varie. Posso dire che è stata una serata stupenda?
Prima di tutto mi sono sentita una persona importante. Voglio dire, c'erano 31 persone (32 se si aggiunge il simpatico Gino, qualcuno se lo ricorda di sicuro!), sono quasi una vip! :D
E sono stata contentissima di vedere tutte le persone che c'erano, quelli che non vedevo da mesi e quelli che vedo tutti i giorni, quelli che erano stati invitati e gli imbucati, quelli che devo sentire tutti i giorni e quelli che si fanno sentire ogni tanto. Ovvio che in questo modo molti non si conoscevano tra di loro... ma va beh, per una sera siete sopravvissuti! E mi avete fatta contenta!
E poi sembrava Natale! Tanti regali, tutti bellissimi!
Non so come avete fatto, ma non ne avete bucato uno!
Per non parlare del fatto che vi siete spazzolati le mie torte, mi avete dato molta soddisfazione!
Quindi grazie a chi c'era, a chi non ha potuto venire, a chi ha fatto finta di non ricevere l'invito, a chi ha fatto il regalo, a chi è venuto e mi ha fatto il regalo più bello, a chi mi ha lasciato il regalo al locale nel pomeriggio perché non poteva venire la sera, a chi mi ha offerto da bere, a chi non mi ha tirato le orecchie, a chi è venuto con l'emicrania, a chi è rimasto fuori dal locale fino a dopo le 3 per aspettare che la gente finisse di broccolare, a chi mi ha scarrozzata in macchina per evitare che guidassi con in corpo millemila birre, a chi è venuto nonostante abiti dall'altra parte del mondo, a chi è venuto anche se sapeva di non conoscere nessuno, a chi ha brindato, a chi mi ha scimmiato con Al mercato di Bonn, a chi l'aveva promesso e poi non si è vestito da dio, a chi mi ha regalato un post-it con le parole Me la pagherai!, a chi si è vestito di nero in mio onore, a chi sembrava Fabio De Luigi e a chi un paio di giorni prima ha fatto notte con me a preparare le torte di compleanno.
Una menzione speciale! Due persone hanno cercato di portare IBRAHIMOVIC al MIO COMPLEANNO!!!
Non ci sono riuscite, ma sono state stupende! E anche solo per aver fatto la più grande figura demmerda dopo Lucio Battisti in Fiori rosa, fiori di pesco, meritano tutta la stima del mondo.
[Ma vi immaginate la scena di sti due che vanno da Ibra, gli tirano la manica e guardandolo dal loro basso di persone medie all'alto dei suoi quasi 2 metri gli chiedono: "Vuoi venire a una festa?" Sono stati meravigliosi!!!]
Avete presente quando avete 14 anni, vi innamorate perdutamente del Morgan dei Bluvertigo di turno (ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale) o del ragazzo delle terza E (ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti non è per niente casuale) e inizia il degenero?
A me passava completamente l'appetito (incredibile, lo so), passavo le ore trasognata, a fissare l'infinito e sospirare, esattamente come nel peggior filmaccio americano adolescenziale. Peccato che alla fine non conoscevi mai l'uomo della tua vita, era un'entità che aleggiava eterea nella tua vita, ti limitavi a sognare e sospirare (nonché soffrire come un cane).
Ma a 14 anni si può fare! A 24...
Beh, si presuppone che io sia cresciuta!
Ma arriviamo al punto.
Sono giorni, settimane che non dormo, passo ore e ore a fantasticare, mi sono fatta più film io in testa che la 20th Century Fox. Me lo sogno, tutte le notti. In tutte le maniere possibili. Senza contare la sostanziale differenza tra le fantasie di una pischella e quelle di una giovane donna. Ho attaccato poster, modificato sfondi del desktop (casa e ufficio), ritagliato articoli di giornale, letto biografie e seguito telegiornali sportivi senza sosta.
E tutto per che cosa? Per quest'uomo.
Aiutatemi!
Oggi girovagando per il web mi sono imbattuta in questo:
Per chi non ne ha mai sentito parlare, si tratta del sindaco (o vice) di Treviso dal 1994. Famoso per alcune dichiarazioni quantomeno imbarazzanti, sta diventando sempre di più un idolo. Non voglio essere fraintesa, non sono assolutamente d'accordo con lui nella stragrande maggioranza dei casi.
Ma esattamente come non sono d'accordo con Homer Simpson e nonostante questo lo guardo e rido, stessa cosa faccio col buon Gentilini, che se fosse mio nonno strapazzerei di coccole (avete visto com'è bello cicciottino? :D).
Dopo dichiarazioni come: bisogna sparare agli extracomunitari come se fossero leprotti, pulizia etnica dei culattoni, tabula rasa, nelle unità cinofile solo cani italiani, non c'è posto per romani e meridionali, bisogna sparare ad altezza uomo sugli scafisti col bazooka, i rom devono tornarsene a casa loro ma bisogna vedere se li rivogliono indietro; dopo aver fatto togliere le panchine da Treviso per non farci sedere gli immigrati; dopo che alla fine dei conti ha 80 anni; dopo che sono 14 anni che ci fa ridere...
A GENTILI'! EBBASTA! E prendiamocela, sta pensione!
Ok, è troppo divertente per non vederlo più, ma sindaco proprio no (anche se pare che alla fine di questo mandato da vicesindaco si ricandiderà a sindaco)!
No, l'Italia non è ancora pronta per stare senza di lui. Si potrebbe tentare un reinserimento nel mondo del lavoro! Potrebbe fare l'opinionista a vita da Vespa, o dalla De Filippi, rientra pienamente nei canoni di simpatia scoppiettante dei loro ospiti medi. Oppure direttamente allo Zelig! Altro che Palmiro Cangini...
Al Rettore del Politecnico di Milano
La sottoscritta glendora, matricola bla.bla, nato a Blabla il bla/bla/bla con la presente istanza chiede in modo espresso e definitivo di rinunciare al proseguimento degli studi in Scienze dell'Architettura precedentemente intrapresi, con tutte le conseguenze giuridiche previste dalle norme vigenti per tale rinuncia.
Il sottoscritto, in particolare, dichiara che la rinuncia stessa è irrevocabile e bla bla bla.
...
I grassetti non li ho aggiunti io, li hanno messi loro.
Ma dico, ma chi l'ha scritto il modulo di rinuncia?
Dario Argento?
CONSEGUENZE GIURIDICHE???
Ovvero: di come si perde l'amore per l'Architettura
Settembre 2003
Una glendora appassionata di architettura passa sotto il portale Ceretti & Tanfani, facendo così il suo ingresso ufficiale alla Facoltà di Scienze dell’Architettura di Bovisa.
Settembre 2005
Una glendora affannata e incazzata si presenta alla terza lezione del laboratorio di progettazione. Le prime due le ha perse, perché il sistema l’aveva iscritta di nuovo al primo anno, quindi finché non hanno sistemato le loro minchiate non sapeva in quale sezione andare.
Ma lei è fiduciosa. Ingenuamente pensa che due lezioni, su un laboratorio di 8 ore settimanali che dura 11 mesi pieni, non saranno un problema.
Un professore palesemente ipotiroideo ascolta le sue spiegazioni, poi le urla che non passerà mai l’anno, perché è una burocrate e una fallita.
Settembre 2006
Una glendora insonne da giorni si presenta all’esame di progettazione. Il Maledetto Ipotiroideo le fa l’esame. Alla fine sorride: “Il suo progetto fa schifo. Non è solo brutto, fa proprio schifo. È una vergogna per l’Architettura. Alle revisioni durante l’anno non le ho mai fatto nessuna critica, non perché andasse bene, ma perché era una causa persa. Ma sono un professore. Quindi, per quanto riguarda la risposta alle richieste del corso, io un 20 dovrei darglielo. Se non fosse che un anno fa le ho promesso di bocciarla. Mi dispiace, ma devo farlo, per correttezza nei suoi confronti. Arrivederci. Ah, dimenticavo. Non se lo sogni neanche, di dare l’esame a febbraio. Lei segue di nuovo tutto il corso. E il progetto cambia, quindi ricomincia da capo. E un’altra cosa: non le firmo nessun passaggio a un’altra sezione, non perda tempo a riempire moduli.”
Due giorni dopo
Una glendora ancora stordita, dopo aver calcolato che ci avrebbe messo almeno 5 anni a finire la triennale (Maledetto Ipotiroideo permettendo, che non è una cosa da dare per scontata) firma la sospensione degli studi.
28 settembre 2008
Ore 9.30.
Una glendora tutto sommato serena si reca in Bovisa per ottenere la certificazione degli esami dati.
La Bovisa è uguale. La stessa coda per girare dalla circonvallazione, lo stesso parcheggio impossibile, lo stesso Ceretti & Tanfani, vestigia di epoche sicuramente più felici.
Anche la reazione fisica è la stessa dei vecchi tempi. Il glendora-apparato digerente non regge lo stress e la mattina inizia con lo scatto da centometrista alla toilette.
Ore 10.
Rigenerata, mi avvio verso le segreterie. Devo andare in quella didattica o nella segreteria studenti? Neanche questo è cambiato: non si sa.
Prendo il numeretto alla più vicina: 289.
Guardo il tabellone: 13.
Guardo gli sportelli aperti: 2.
Che faccio, me li gioco?
Vado all’altra segreteria. Uno sgabuzzino con una trentina di disperati ammassati. Il numero non c’è. Sportello aperto: uno. Passo le due ore successive a giocare a memory con le facce di quelli in coda, per ricordarmi chi è prima e chi dopo di me.
Ore 12.30.
Scopro che dovevo andare all’altra segreteria. Lì hanno fatto passi da gigante, sono al 107, ne mancano meno di 200! Giubilo e tripudio.
Giro a caso per il campus. È uguale, a parte il gigantesco silos degli Animaniacs che è spuntato in un’aiuola.
Anche la gente è la stessa. Non intendo le stesse facce con occhiaie da antologia che trascinano modellini enormi. Intendo proprio le stesse persone. Ci sono gli stessi rastoni a farsi le canne nella stessa aiuola. Gli stessi fighetti che giocano a calcio nell’ovale.
Mi siedo nella fumera, sulla stessa panca. E ci sono gli stessi compagni con cui mi ci sedevo 3 anni fa. E sono ancora allo stesso anno.
È la stessa anche la percentuale etero di design, tendente pericolosamente allo zero.
È tutto così uguale che fa paura. Si discute su dove andare a pranzo. La tentazione del Morbidone è forte, ma poi ti ricordi che per lo smaltimento sono necessari due giorni e che causa ustioni di terzo grado. Si ripiega sulle macchinette. Tre distributori di bibite e due di merendine, per 6000 persone. All’una sono rimaste le schiacciatine alle olive e il chinotto. Come al solito. Un pranzo già visto. Buon appetito...
Solo l’omino delle macchinette è cambiato. Lo conosco, è un mio compagno del primo anno, che sostiene orgoglioso di essere l’unico della nostra annata che è riuscito a trovare lavoro grazie al Politecnico. Come dargli torto?
Ore 14.
Dopo 4 ore di coda mancano 81 persone. Vado a comprare il sudoku. Cerco un posto che venda una penna. Intorno ad Architettura ci sono copisterie a pioggia, con plotter che potrebbero stampare la pianta di Milano in scala 1:1 e materiale per modellini a babbo morto.
“Vorrei una penna”
“Disegno a china?”
“No. Una penna. Normale”
“Abbiamo un assortimento di pilot in 12 dimensioni e 110 colori!”
“No, guardi, una penna normale, per scrivere, va benissimo”
“Non ne abbiamo”
Silenzio.
“E una matita?”
“Micromina professionale! Di che dimensione?”
“Una matita, normale!”
“Ah, quelle di legno! Certo! A volte mi dimentico che qualcuno le usa ancora!”
Ride.
Cazzo ridi, beota.
“Di che tipo? B? H? HB?”
“Senti, una matita qualunque, devo farci il sudoku!”
Ride.
“Allora questa! Non c’è niente di meglio di questa, per fare il sudoku!”
Risate a profusione.
“Sono 6 euro e
Coooooooooosaaaa???
Fanculo il sudoku.
Almeno il coglione ha fatto passare un po’ il tempo.
Ore 15.
Allo scadere della quinta ora ho davanti 30 persone. Uno dei due sportelli ha chiuso.
Ore 16.
Tocca a me. Mi siedo. Spiego quello che voglio. Il tizio striscia il mio tesserino, pigia un tasto ed esce il mio foglio.
Tempo netto di operazione: 7.4 secondi.
Tempo netto di attesa: 6 ore.
Voglio urlare.
Cosa succede in mezzo? Tra il momento in cui una persona conosce tutto, le tue ossa, la carne, i pensieri, la pelle, sa a memoria il tuo cuore e ogni singola vena, e il momento in cui è solo un passante, un contatto su messenger che ti riproponi di bloccare, un numero di telefono che ti chiedi perché tieni ancora, un conoscente che speri di non incontrare per strada perché non sapresti che dirgli?
Io non me lo ricordo più.