L'autolavaggio


Un amico è andato via per un po' di tempo e mi ha lasciato la sua macchina. Più per farsela spostare quando c'è lavaggio strade, che per fiducia nella mia guida, credo. In ogni caso, plauso all'uomo che presta a una donna per 2 mesi una macchina nuova.

Arriva il giorno in cui lui torna, quindi vado a salutare il Macinino (non gli ho dato un nome vero, dovendola rendere a breve) e mi accorgo che è stata scelta come vespasiano da un branco di condor con la cagarella. Molto bene!
Si palesa così davanti ai miei occhi la necessità di lavare Macinino, prima di restituirlo.
Piena di buona volontà mi reco al buon vecchio autolavaggio di Bonola, quello che ci entri con la macchina e fa tutto lui, ti lavano con i mega spazzoloni e, se sorridi languida al ragazzo, ti fa anche restare dentro. Chiuso. Ovvio.
Piano B! Sempre piena di buona volontà mi reco al benzinaio con autolavaggio di via Novara. Si fa a mano, questo, ci sono tre box per la macchina e ti puoi dilettare con pompe, sapone e aspira-tappetini.
C'è fila, neanche da dirlo. Mi metto in coda e scendo da Macinino per andare a prendere i gettoni. Tempo un secondo, arriva il tizio della pompa di benzina e, come se stesse parlando a una cerebrolesa (non che non lo sia, ma lui non poteva saperlo!) mi fa, con sorrisino strafottente: "Guarda che non puoi lasciare lì la macchina! Quella è la fila per lavarla!"

Ma va'??? Pensa te che cretina! Mica me n'ero accorta, pensavo che le macchine potessero parcheggiare, in fila ordinata nel bel mezzo dello spiazzo dell'autolavaggio!
La mia prorompente femminilità mi impone di sfidarlo a una gara di rutti, vincere e per umiliarlo ulteriormente dargli un calcio rotante su quella faccia di minchia. Invece sorrido: "Grazie, lo so!" Sorriso da bionda e mi avvio verso la gettoniera.

Ostacolo numero due. Due aitanti giovanotti seduti lì davanti che mi fissano le tette con un ghigno. Inizio a cambiare la moneta. "Ciao!"
Che culo... mi rivolgono la parola... Riprovo con la tecnica sorrisodabionda.
"Fa caldo, oggi, eh?" Ma dai! Non mi ero accorta di essere fradicia di sudore e che c'erano 37 gradi! Ma ancora una volta qualcosa prende il sopravvento, faccio uno smagliante sorrisodabionda e proclamo un "Eh, già!", sperando che fosse finita lì. Mi illudo. Uno dei due se ne esce con l'affermazione del secolo: "Meno male che adesso ti dai una rinfrescata!"

Mi manca la risposta. Mi avvio sconcertata verso Macinino, piazzo la macchina sotto al box libero e inizio a lavare. Capannello di uomini.

Per un attimo mi chiedo se seriamente pensano che mi innaffierò con la pompa e, dopo aver vinto l'edizione 2008 di Miss Maglietta Bagnata, mi dedicherò al lavaggio dell'auto strusciandomici sopra. Poi smetto di chiedermelo. Non so se sono più attenti al film porno che si stanno proiettando in testa o se sono più sconvolti da una donna che lava una macchina.

E' così strano? E' così assurdo che sappia lavare una macchina? O è assurdo che lo faccia da sola?

Nel frattempo finisco di lavare e mi sposto più avanti, dove ci sono gli aspiratori per i tappetini. Mi dedico a questo mestiere, stavolta il pubblico si è assottigliato (evidentemente senza acqua i pensieri torbidi diminuiscono), però vedo che all'aspiratore di fianco al mio c'è un'altra donna. Sono molto compiaciuta (una è un'eccezione, due è una buona base per farlo passare come un fatto normale!).

Dopo qualche minuto sento che mi chiama: "Scusa, il tuo aspiratore funziona?"
"Sì - dico io - Il tuo no?" "No, non capisco perché!"
Sono solidale, d'altra parte anche lei deve aver ricevuto poco prima dei simpatici commenti, quindi la aiuto a cercare il problema. Lo trovo. Ha parcheggiato la macchina con una ruota sul tubo. E non se n'è accorta. E continua a mettere gettoni nella macchinetta aspettando che il povero tubo inizi ad aspirare.

Tutt'a un tratto vorrei correre dagli amici sessisti di prima, abbracciarli e chiedere scusa.

glendora si è espressa lunedì, 30 giugno 2008 alle 21:30
a proposito di essere donna oggi

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Irritabilità


E' poco che scrivo in un blog. Sono curiosa, vado a curiosare nei blog degli altri, ma è per questo che sono lì, no? E siccome, oltre che curiosa, sono anche puntigliosa e rompiballe, c'è tutta una serie di cose che non riesco a sopportare.

Tutti quei blog (troppi) di persone di cui nel profilo leggi "assolutamente pazza!" o "fuori di testa" o cose del genere. Ma parli sul serio? Ma sai di cosa stai parlando? Che cosa intendi? Forse non hai mai visto un pazzo vero. Oppure non conosci abbastanza gente. Non ho mai incontrato nessuno nella mia vita che fosse definibile con la parola "normale". Nessuno. O sono tutti pazzi, oppure rientra nella normalità avere qualche rotella fuori posto. Ce l'hanno tutti. Smetti di darti tanta importanza perché cammini senza ombrello sotto la pioggia o canti a squarciagola sotto la doccia. Lo fanno in tanti. Anche io. D'altra parte, non l'ho inventato io che "da vicino nessuno è normale".
Per non parlare di quelli che scrivono come se fosse un codice Morse. Che problemi avete? Non riuscite a cogliere la differenza tra un post e un sms?
Meravigliose anche le mamme. Tutti ne conoscono almeno un paio, così: hanno appena avuto il primo figlio, generalmente. Hanno un bambino che cambia loro la vita e decidono di aprire un blog per raccontare per filo e per segno di ogni rigurgito del lattante. A volte iniziano anche prima, da quando scoprono di essere in dolce attesa, così possono raccontare a tutti delle loro nausee o dei centimetri del girovita che aumentano inesorabilmente. Passano così mesi, in cui veniamo a conoscenza della consistenza delle feci del pargolo in diretta, minuto per minuto. Finché un giorno entra in scena la Perfida Amica. In genere è un'amica, ma potrebbe essere il Perfido Cugino, il Perfido Compagno, la Perfida Vicina di Casa o chi volete. Fatto sta che la Perfida Entità entra in scena e lancia la battuta alla neo mamma: "Ehi, ma da quando hai procreato non parli di altro che di pannolini!". La mammotta entra in crisi, prima insulta l'improvvido interlocutore, poi ci pensa, si rende conto che è vero e inizia a parlare del suo essere ormai una produci-latte, si deprime e lo racconta a tutti, facendo rimpiangere la telecronaca degli omogeneizzati.
O quelli che non azzeccano un verbo che sia uno. Per non parlare delle H, queste sconosciute, degli apostrofi o delle famigerate K. Come pretendi di scrivere qualcosa di sensato o di minimamente interessante-coinvolgente se non sei ancora riuscito a passare la terza elementare? Ah, già, dimenticavo che sei completamente pazzo (faccine e simboletti a profusione).
E i depressi? Quelli sono i migliori. Grafomani che vomitano intenzioni di suicidio e ostentano affezioni da anoressia-bulimia-autolesionismo e chi più ne ha più ne metta. Mi limito a far notare che chi vuole suicidarsi di solito lo fa, non scrive poemi epici utilizzando lettere estranee all'alfabeto italiano per far sì che qualcuno lo convinca a non farlo, così si sente importante. Non voglio essere fraintesa, conosco perfettamente la gravità di queste malattie, ma una cosa è certa: non si sono mai viste persone che ne soffrono che vadano a sbandierarle apertamente. Com'è giusto che sia, d'altra parte. A questo punto controllate di non avere una sindrome di Münchhausen, piuttosto.

Oddio, gente, se parlarne aiuta, parliamone! D'altronde è la stessa cosa che faccio io.
Non lo so, la realtà è che sono stanca e tutto mi irrita, stasera.
E se è vero che le cose che danno più fastidio negli altri sono quelle che riconosciamo anche in noi stessi, mi do la buona notte facendomi un esame di coscienza, ripensando che fino a poco tempo fa ero un'adolescente dark anch'io e che da qualche parte nel vuvuvu ci sono ancora le prove. Quindi è meglio che la smetta di criticare e me ne vada a nanna.

glendora si è espressa martedì, 17 giugno 2008 alle 01:21
a proposito di spocchia

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Lacio Drom


Succede che prima o poi moriamo tutti.

Mercoledì scorso è capitato a mio nonno.

Che dire? Che era un vecchino dolcissimo? Che mi ha sempre coccolata un sacco? Che era simpatico con tutti? Che lo amavo tantissimo?

Di tutte queste, solo dire che lo am(av)o è vero.

Per il resto...

Era un rompicoglioni. Di quelli mondiali. Di quelli che insultava la gente per strada, che faceva lo spocchioso sulla sua BMW in pelle umana, che se attaccava coi comunisti (i rossi) o, peggio ancora, i catto-comunisti (i temibili culi gialli) era la fine. Che raccontava sempre le stesse barzellette che ormai non facevano più ridere nessuno. Che se partiva coi discorsi di guerra dovevi sforzarti di non piombare al suolo narcotizzato. Che ti metteva in imbarazzo davanti a tutti facendo battute sconce in toscano. Che da quando hanno messo la messa in italiano e hanno tolto quella in latino non è più andato in chiesa. Che Berlusconi salverà l'Italia. Che se gli telefonavi per sentirlo ti chiedeva cosa volevi e se non avevi niente da dire ti chiedeva "...e allora cosa rompi i coglioni?" Che seguiva la borsa. Che se qualcuno gli rompeva le scatole durante il pisolino era intrattabile tutto il giorno. Che sbraitava contro i negri e i terroni.

Lo stesso nonno che se avessero toccato con un dito me o mio fratello avrebbe fatto una strage. Che ci dava i dolci di nascosto dalla mamma. Che potevamo vedere tutta la tv che volevamo. Che ci faceva passare interi pomeriggi al bar Zerbino, davanti alla stazione, a guardare lui e gli altri vecchi che giocavano a carte o a videopoker con un'acqua e menta con la cannuccia in mano. Che si vantava con tutti gli altri vecchi dei suoi nipoti. Che è da quando mi ricordo che l'ho sempre sentito dire che ce n'aveva per tre cahate. Che ha cercato inutilmente per anni di insegnarci a giocare a golf. Che però ci ha fatti diventare dei draghi delle carte. Che la sera era gelato e gazzosa con un goccio di birra. Che mangiava il prosciutto e il pollo con le mani ridacchiando come un bambino, solo per fare arrabbiare la nonna. Che ci ha insegnato cos'è il bene, cos'è il male e che cos'è rompere i coglioni. Che ha sempre aiutato mio fratello a smontare tutte le cose elettroniche della casa e poi nessuno dei due sapeva mai rimontare niente. Che faceva le parole crociate con l'enciclopedia e mi chiedeva aiuto se non riusciva a finirle. Che faceva finta di non saperle finire per farle insieme a me.

Quindi invece di stare qui a piangere davanti a uno stupido schermo, ho deciso di pubblicare le sue barzellette preferite, quelle che ogni volta che le sentirò o le penserò, riderò tantissimo non perché siano divertenti, ma perché sono le sue.

Due siciliani si incontrano. Uno dice: "Che hai fatto oggi?". E il secondo:"Sono stato tutto il giorno sotto il portico, seduto sulla mia sedia preferita". "Ah! E che facevi?". "Aspettavo che le lumache mi passassero sullo stivale e quand'erano sopra le acchiappavo". "Ah, sì? E quante ne sono passate?". "Ne sono passate sette. Ma ne ho prese solo sei". "E la settima?". "M'è scappata!!!"

Dante Alighieri sta facendo il suo tour dei gironi dell'inferno insieme a Virgilio. Arrivano nel girone dei sodomiti, in cui un diavolo sta frustando alcuni dannati. Al vedere Dante lo getta a terra e inizia a frustarlo. Virgilio allora interviene e urla al diavolo: "Fermo! Non vedi che lui è Dante?". E il diavolo: "Dante o prendente, qui non si fa nessuna differenza!"

glendora si è espressa domenica, 15 giugno 2008 alle 16:39
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Tecniche


Mi hanno abbordata in tutti modi possibili e immaginabili.
Un tizio mi ha fissata intensamente per mezza serata, in un locale, per poi dirmi, con fare da latin lover e occhio ammirato: "Che bella mandibola!" Non contento di avermela fatta cascare, la mandibola, ha anche aggiunto: "Guarda che parlo con cognizione di causa, sai? Sono un odontoiatra!"
Uno, prima di passare il resto della sua serata ad ammorbarmi, mi ha chiesto: "Che puzza! Sei tu che hai scorreggiato?" Ma scusa, anche se fossi stata io, secondo te te lo direi? E in ogni caso, perché, se pensi che io soffra di aerofagia, mi stai addosso per ore?
Un ragazzo mi ha chiesto se ero Adriana Lima [o_o], qualcuno se n'è uscito con frasette da Baci Perugina ("Non sei stanca? E' da quando ti ho vista che mi passeggi per la mente"), qualcuno mi ha canticchiato la sigla della famiglia Addams con tanto di schiocco di dita (che simpaticissima allusione alla mia tenuta dark!!!)... Insomma, un po' di tutto. Qualunque donna potrebbe raccontarne un bel po', di questi metodi avanguardistici.
Ma mai mi era capitato qualcuno che mi abbordasse perché affascinato dai miei rotoli sui fianchi. Veramente, mai! Non credevo che fosse possibile. Colpita e un po' spaventata...

glendora si è espressa mercoledì, 04 giugno 2008 alle 01:01
a proposito di essere donna oggi

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Ciao Rock FM


Ieri pomeriggio se n'è andata Rock FM.
Che cos'è? Una radio. Né più né meno delle altre.
Di portata regionale, non arrivava sotto al Po, credo.
E si sentiva malissimo. Non solo male, proprio malissimo.
Uno dei nostri giochi preferiti era immaginare da dove trasmettessero.
A giudicare da come si sentiva, poteva essere dal frullatore.

Rock FM aveva un segnale pessimo, degli speaker poco famosi, anche se mitici (sfido chiunque a dire qualcosa del grande Ariele), sponsor sparuti e, un mese sì e l'altro pure, minacciava chiusura. Detta così... Rock FM era un po' una monnezza. Bisogna dire la verità. Magari cambiando frequenza in macchina ti capitava di beccarla, non prendeva in tutte le vie, se svoltavi senza preavviso potevi salutarla per qualche chilometro. La si prendeva in giro, sempre.

Ma, nel cuore di ogni metallaro o rockettaro del nord Italia, avrà sempre un posto privilegiato. Perché è stata l'unica amica quando eri l'unica metallara di un liceo della Milano bene. C'era anche quando ti sei trasformata in una darkettona e la gente ti fissava, in università. Non si è tirata indietro neanche quando, col passare degli anni, ti sei un po' tranquillizzata e ti sei trasformata in una rockettara che porta un po' di nero e un po' di metallo sul posto di lavoro.

Quindi grazie, Rock FM, e scusa per quando dicevamo che trasmettevi da un trattore, ci mancherai!

glendora si è espressa domenica, 01 giugno 2008 alle 15:30
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