Oggi mi viene seriamente da vomitare. O da spaccare tutto.
A seconda dei momenti.
Oppure fare tutte e due le cose contemporaneamente.
Passi per le fotografie pubblicate su Facebook. Quegli album magnifici in cui tu, infame pezzo di merda, inutile e abominevole stronzo, ti abbracci con una (anagraficamente) donna di dubbio gusto e dai dubbi costumi etici e morali. Passi anche per gli stupendi paesaggi sullo sfondo.
Quello che non va è confrontare la tua stimatissima opera d'arte con gli album fotografici che avevi fatto con me e rendermi conto che sono IDENTICI! Ma come cazzo ti è venuto in mente, testa di minchia senza speranza, di andare CON LEI esattamente dove sei stato CON ME, di fare delle fotografie esattamente negli stessi posti, pure con la tua stessa faccia di cazzo... Dì la verità, sono le stesse foto, hai ritagliato me e incollato lei! Giovanni Muciaccia dei miei santissimi coglioni, proprio là dovevi andare? E non ti è ancora caduto lo scroto per le maledizioni che ti ho tirato?!?
E tu. TU. Coglione da competizione. Anche se me ne fregasse qualcosa di dove vai a morire tra le più atroci sofferenze, non credo che mi importerebbe cosa fai della tua vita dopo di me. In ogni caso, anche qui: passi che ogni due minuti mi esce su Facebook la notifica delle paroline dolci che scrivi a chicchessia; passi anche che la tua nuova fiamma è un puttanone da competizione con tanto di foto con succhiata sexy di lecca lecca; passi che avrà quindici anni meno di te... ma PORCA PUTTANA LURIDA!!! Non sei capace di inventarti delle stramaledette frasi NUOVE per fare il polipo marpione??? E' possibile che tu debba scriverle le STESSE PRECISE FRASI che hai scritto a me?
Tesoro, ti ricordo che è un mese soltanto che ti ho mandato affanculo. Se la presente Lolita in questione decidesse di mettere in funzione il suo neurone di riserva (quello titolare è impegnato a succhiare) e decidesse di premere la freccina in giù nella tua pagina per vedere cos'ha fatto il suo bello il mese scorso, non credi, ipocrita sacco di merda, che lo vedrebbe?
Mi chiedo, ma dove cazzo avete il cervello? Ma che gusto ci provate? Che cazzo di senso potrà mai avere? Con che coraggio prendete le cose MIE e le date a qualcun'altro? Le cose vissute CON ME sono MIE. Non si può prenderle e rifarle uguali con un'altra! Non ha senso!
Cos'è, vi fa sentire meno in colpa rivivere con "quella giusta" le cose giuste che avete vissuto con quella sbagliata? Il mondo è grande, ci sono tante cose da fare, da vivere, da vedere, ci sono milioni di esperienze, luoghi, viaggi, discorsi... Non potete crearvi una cosa VOSTRA? Una cosa che avete fatto solo voi due, senza prendere quello che è stato con me e buttarlo nel cesso?
Sono disgustata.
glendora ha sparso le sue note alle ore
12:38
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BelBiondino: Ciao!
glendora: Ciao...
BelBiondino: Wow, che occhi!
glendora: Grazie...
BelBiondino: Chissà quanti te l'hanno già detto!
glendora: Eh, già...
BelBiondino: In effetti... Con quegli occhi, chissà quanti ne hai fatti cadere ai tuoi piedi!
glendora: Un sacco!
BelBiondino: Davvero?
glendora: Sì. Poi li faccio scappare col mio caratterino.
BelBiondino: ...
glendora ha sparso le sue note alle ore
17:42
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Sembra strano, ma ho un piano.
Primo: scoprire come si chiamano i caganumeri del reparto gastronomia.
Secondo: procurarmene uno.
Terzo: installarlo in casa mia.
Quarto: trovare un modo in cui utilizzarlo.
glendora ha sparso le sue note alle ore
12:04
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Trovate le 7 piccole differenze
Ho guardato il video di Indietro di Tiziano Ferro.
Ho osservato attentamentamente le sue mossette e ho ascoltato gargarismi e vocalizzi.
Ora ne sono assolutamente sicura.
Tiziano Ferro è il nuovo Piero Pelù.
glendora ha sparso le sue note alle ore
13:19
nella categoria musica
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Sogno o son desktop? - Take Two
Sono seduta.
Non vedo molto bene perché porto degli occhiali da sole, ma davanti a me c'è un pubblico.
Devo essere su un palco.
E' tutto buio, soltanto su di me c'è un occhio di bue, che mi illumina.
Dal buio, improvvisamente, arriva il suono di un basso, una chitarra e una big band.
Conosco questa canzone.
Ed ecco che un faro illumina le quinte dal lato del palco opposto al mio.
E le vedo. Tre negrone gigantesche, vestite tutte uguali, con delle tette giganti e una pettinatura anni 50.
Camminano verso di me, di lato, come i granchi, con le mani a pinguino, sculettando, ancheggiando e facendo balonzolare le tette.
Le guardo meglio. Non sono donne di colore. Sono il Nano (detto anche mio fratello), la Vecchia Scrofa (detta anche Birdack) e Justin Timberlake (detto anche Giustino Lago di Legname), con la faccia dipinta di nero, le tette finte e la parrucca. Ancheggiano.
Sono veramente ridicoli, ma devo rimanere seria, sono su un palco...
Iniziano a cantare intorno a un microfono.
Ora riconosco la canzone.
Hit the road, Jack!
Cazzo, sono Ray Charles!
glendora ha sparso le sue note alle ore
18:30
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Per cause indipendenti dalla mia volontà, sono dimagrita di dieci chili.
Ci tengo a sottolineare che non dipende da me, sono contraria alle diete (per quanto riguarda me; gli altri facciano un po' quello che credono, basta che non mi rompano le palle che devono per forza mangiare sei foglie di gerbera rampicante dell'Illinois e robe malate del genere).
Mi sono cuccata 2 settimane di un'influenza che mi faceva vomitare tutto quello che mangiavo. Poi mi si sono infilati, uno alla volta, due denti del giudizio nell'osso della mandibola.
Un mese abbondante di digiuno forzato. Un lungo tempo in cui ho avuto occasione di riflettere.
Quindi, per la mia e vostra soddisfazione personale, ecco i dieci momenti di gioia del dimagrimento.
1. Calano le tette. Non ce n'è, una taglia se n'è andata. Osservato il rispettoso minuto di silenzio, parte la caccia ai reggiseno del liceo, naturalmente osceni. CONTRO.
2. Passo ufficialmente dalla categoria Sovrappeso Avanzato alla categoria Leggero Sovrappeso. PRO.
3. Diminuisce il numero di immigrati che mi fermano per strada (non è razzismo, è un dato oggettivo, agli immigrati piacciono le culone). PRO.
4. Aumenta il numero di italiani che mi fermano per strada (non è razzismo, è un dato oggettivo, agli italiani non piacciono le culone). CONTRO.
5. Non mi va più bene neanche un paio di jeans, senza cintura mi cascano, con la cintura fanno le borse tipo patello dei poppanti. CONTRO.
6. Devo fare acquisti di vestiario. E io ODIO fare shopping. CONTRO.
7. Nessuno si è accorto che ho perso dieci chili. CONTRO.
8. In realtà qualcuno se n'è accorto. Mia madre. Nonostante io sia passata da balenottera azzurra a orca semplice, mia madre ha deciso che sono anoressica, mi fa pubblicità sui disturbi dell'alimentazione, spignatta senza sosta e continua a chiedermi quanto peso (mai chiedere a un ciccione quanto pesa), se ho mangiato, cosa ho mangiato, quando mangerò la prossima volta. CONTRO.
9. Sono più figa. PRO.
10. Sono molle come un fico, non ho l'energia di fare niente. CONTRO.
Tirando le somme:
3 PRO. 7 CONTRO.
Dimagrire è una merda. Mangiare è fico.
glendora ha sparso le sue note alle ore
18:25
nella categoria delirio, essere donna oggi
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Ora, ci sarà un qualche vantaggio a vivere a Milano!
A parte le solite fregnacce sul tutto a portata di mano e bla bla bla.
Dico, bellissima la provincia, stupenda la campagna, una meraviglia.
Ma almeno a Milano niente insetti, niente bestioline orripilanti che ti entrano in casa, non rischi di pestare una liscia di vacca...
Allora perché stamattina sono stata svegliata alle 6 da un comizio di una ventina di passeri rissosi appostati sul balcone???
glendora ha sparso le sue note alle ore
10:47
nella categoria delirio
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Martedì notte, ritorno a casa da Vergate sul Membro.
Monto su Lamelia e guido piano, perché ho troppo sonno.
Prendo la Vigevanese. Quando ho sonno non prendo la tangenziale, bisogna essere troppo reattivi, preferisco passare da dentro Milano.
Terzo semaforo, mi si affianca una Toyota Corolla.
Colpettino di clacson, mi volto, due tizi mai visti prima, che salutano. Boh. Li ignoro, aspetto il verde e riparto.
Come sempre ho la musica a palla e canto a squarciagola.
La strada è tutta dritta, mi faccio tutta la Vigevanese, poi giro e vado dritto fino a casa, sono 15 minuti se vai veloce e non c'è traffico, una ventina se la prendi con comodo.
Sono quasi arrivata, quando mi accorgo che ho dietro la Corolla.
Mmm... Strano. Nel senso, quante persone di martedì notte verso le 3 devono andare da Vergate sul Membro (che altro non è se non un paesino di ottomila anime dal nome fittizio) allo stesso quartiere di Milano? Per di più facendo la stessa identica strada... Mmm... Bizzarro.
Sarà che ho visto troppo Tenente Colombo, ma la cosa puzza, quindi viro in una via a caso e vado verso San Siro. La Corolla è sempre dietro. Mmm...
Faccio l'ultima prova. Giro verso fuori, verso la tangenziale. Se girano anche loro, allora è ufficiale, mi stanno seguendo.
Girano.
Cazzo.
Faccio un veloce check della situazione:
Ho più di metà del serbatoio, quindi ragionevolmente ho più benzina di loro (date le dimenisioni della mia macchina). Uno a zero per me.
Frugo in borsa e mi metto il cellulare a fianco, così in caso chiamo la polizia. Due a zero per me.
Loro hanno una Toyota Corolla. Io ho Lamelia. Che sarà anche una vecchia signora di tredici anni, ma resta una BMW serie 5. Tre a zero per me.
Loro avranno più di trent'anni, quindi ragionevolmente molta più esperienza al volante di me, che ho la patente da quattro anni. Restiamo comunque tre a uno per me.
Sono fiduciosa.
Vado verso fuori Milano, saranno cinque chilometri per arrivare alla tangenziale (tanto più sveglia di così si muore). Inizio a pigiare sull'acceleratore, la Corolla è ancora dietro.
Imbocco la tangenziale in direzione Vergate sul Membro, così, solo per togliermi ogni ragionevole dubbio sui due individui, che ormai mi stanno palesemente seguendo.
Mi appello alla resistenza del mio paraurti, aggrappato alla carrozzeria solo con uno spesso strato di scotch, spero che si tenga forte, perché io non mi fermo.
Inizio a pigiare sull'acceleratore. Ci metto due uscite a staccarli di qualche centinaio di metri, sono di nuovo a Vergate. Imbocco lo svincolo a una velocità da ritiro della patente, dell'auto e della carta d'identità, con divieto di guidare anche i tricicli per il resto della mia esistenza.
Faccio tutto il giro e riprendo la tangenziale in direzione opposta. Li vedo, mentre giro, che hanno preso la mia uscita. Ma non mi hanno vista rientrare. Saranno ancora a Vergate?
glendora ha sparso le sue note alle ore
11:27
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Signor sindaco, scusa se mi rivolgo a te, così, confidenzialmente, ma ti devo dire un po' di cose. Innanzitutto ti spiego due cose di me, che chi mi conosce anche poco sa benissimo:
UNO: Non me ne frega un cazzo di politica. Ma proprio niente. In realtà non so neanche chi sei.
DUE: Sono la persona più buona in circolazione. Sul serio. Divento cattiva in una sola occasione. Tocca uno dei miei bambini, uno solo dei ragazzi di cui mi occupo e io ti disintegro.
Sono pochissime le volte in cui sono stata violenta, entrambe per i miei ragazzi.
Una volta un cravattato ha fatto cadere a terra una delle mie bambine col suo vassoio di MacDonald, poi l'ha insultata. L'ho appeso al muro. Letteramente. L'ho lasciato andare quando ha chiesto scusa.
Un'altra volta, a Carnevale, un ragazzo più grande ha spruzzato schiuma da barba in faccia a una delle mie ragazze. Se lo ricorda ancora adesso.
Tutto questo per dire cosa?
Domani mattina, alle 7, farai sgomberare alcuni dei miei bambini.
Sotto il cavalcavia Bacula, a Milano, sono ammassate circa 200 persone. Sono emigrati dalla Romania una decina d'anni fa. Avevano un campo nomadi, fino a un paio d'anni fa, quello della Bovisasca. Manco fossero nomadi. Signor sindaco, fammi uno squillo quando vuoi, che ti spiego la differenza tra emigrati e nomadi. Se ho tempo provo anche a spiegarti cosa cambia tra rom e rumeni.
Due anni fa sono entrati col bulldozer nel campo della Bovisasca e l'hanno raso al suolo. Poi se ne sono andati. Sigor sindaco, se vuoi posso anche farti un ripassino di diritti umani.
Duecento persone (quasi la metà bambini) si sono spostate di qualche centinaio di metri e si sono installate sotto al cavalcavia, tra i binari delle Ferrovie Nord, senza neanche una lamiera per coprirsi la testa, in mezzo a ratti grossi come gatti. Ma questo, signor sindaco, non ti è interessato.
Qualche giorno fa viene organizzata una "fiaccolata per la sicurezza" (questa evito di commentarla).
Improvvisamente il signor sindaco non può più fare finta di non sapere che duecento anime sono costrette a vivere come bestie e cosa fa? Li sgombera.
Domani mattina, alle 7.
Stavolta i giornali sanno tutto, saranno presenti, quindi si suppone (ma non ne sarei così sicura) che verrà usata almeno un po' di umanità.
Penso ai diritti dell'uomo, ai diritti del bambino, alla costituzione... A tante cose che non servono a un cazzo. Teniamole lì per farci belli, che tanto non ce ne frega una minchia dei bambini che sabato piangevano perché avevano paura. Non ci interessa che Albertino aveva il faccino terrorizzato e men che meno di Larissa che abbracciava i fratellini perché non sapeva cosa le sarebbe successo e dove l'avrebbero sbattuta. Chissenefrega se una bimba di quattro anni è paralitica, alla gente del quartiere dà fastidio averla intorno, mettiamola in mezzo alla strada.
Penso che sabato prossimo non andrò più a giocare coi miei bambini al parchetto (parchetto e centro anziani annesso chiusi al pubblico qualche tempo fa, perché ci sono gli zingari, potrebbero infettare i bambini italiani). Perché non so dove saranno i bimbi.
Grazie al cielo due comunità ospiteranno i bimbi e le mamme (gli uomini, in giro). Ma non saranno più insieme, non avranno più la loro baracchina di compensato e fogli di giornale, non saranno più col loro papà. Non potranno più giocare tutti insieme, o con noi.
Ecco, signor sindaco, prima di tutto non rimanere male perché non so neanche chi sei. Senza offesa, te l'ho detto che la politica non la seguo. Magari non sei neanche tu ed è stato quello prima di te, chissà.
In ogni caso, signor sindaco, io non ti auguro che ti succeda la stessa cosa. Non ti auguro che i tuoi figli vengano portati via, mentre abbattono con un bulldozer la tua casa e ti mandano in mezzo alla strada. Non ti auguro neanche che la gente manifesti contro di te perché mini la sicurezza pubblica. Non ti auguro tutto questo, perché poi mi farei vomitare quanto tu fai vomitare me.
Signor sindaco, ti auguro solo che ti scoppi un petardo in culo.
glendora ha sparso le sue note alle ore
23:51
nella categoria denunciami
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Io ODIO le coppiette.
Non le coppie, che è ben diverso. Ci sono delle coppie fantastiche.
Le coppiette.
Due cretini che si incontrano e decidono di essere cretini insieme.
E' esattamente la storia delle mezze mele.
Sei una mezza mela, trovi un'altra mezza mela e cerchi di fare una mela intera.
Ora sotituiamo "mela" con "cervello".
Primo sintomo della coppietta: parlano al plurale.
Mai sentito niente di più cretino.
Incontro MezzaTizia con MezzoTizio a una festa.
Glendora a MezzaTizia: "Vuoi un pezzo di pizza?"
MezzaTizia a Glendora: "No, grazie, non ci piace"
Oppure:
Glendora a MezzoTizio: "Vieni a bere una birra stasera?"
MezzoTizio a Glendora: "No, siamo stanchi"
Non CI piace??? SIAMO stanchi??? Ma ce la fai? Cos'hai, tre personalità? Oppure il tuo mezzo cervello senza l'altro mezzo cervello non funziona? Posso capire comunione di ideali, di valori, di sentimenti, di progetti... ma anche le condizioni fisiche si sono sicronizzate?
Secondo sintomo della coppietta: sono sempre entusiasti.
Che poi mi chiedo che cazzo avranno da essere tanto entusiasti.
Li vedi con gli occhi a cuore che raccontano di aver scartavetrato la carena del Titanic in apnea, che hanno passato la giornata a scegliere il servizio di piatti, che hanno fatto il giro dei parenti ultracentenari, che ieri sera si sono sciroppati il reality show di turno o che stanno imparando la danza del serpente con un videocorso di quarantanove fascicoli. E sono entusiasti.
Voglio dire, anche un decerebrato si romperebbe i coglioni.
Loro no.
Terzo sintomo della coppietta: ti amano e ti odiano.
Non lo sanno neanche loro.
Da un lato ti guardano con compassione, tu, poverina, che non vivi in completa dipendenza da una qualunque dolce metà, che non capisci le gioie di grattare tutti i vetri di casa mentre il tuo adorato raccoglie la monnezza per portarla giù, tu che non passi le tue serate in casa, sul divano, sotto il piumone dell'ammmore a guardare Affari Tuoi, tu che non vai a letto alle 9, tu che quando chiedi qual è l'ultima volta che sono andati al cinema vieni fissata con commiserazione. Perché non capisci.
Dall'altro lato, invece, ti invidiano. Perché stasera esci. Come ieri. Come domani. Perché vedi gli amici e conosci gente nuova. Perché le persone nuove che conosci non saranno per forza il collega di lavoro con la moglie. Perché non sei entusiasta per partito preso e se qualcosa ti fa cagare puoi dirlo senza ferire sentimenti e aspettative.
Perché parlo al singolare, sostanzialmente.
glendora ha sparso le sue note alle ore
12:18
nella categoria essere donna oggi, spocchia
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